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Commissione europea: l’elezione di von der Leyen alla prova del Parlamento

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Lug. 2019 alle 08:44 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:41
Immagine di copertina
Luigi Di Maio, Ursula von der Leyen e Matteo Salvini

Von der Leyen presidente Commissione | Nomine Ue | Come voteranno Lega e M5S

Von der Leyen presidente Commissione – Martedì 16 luglio il Parlamento Europeo si esprime sull’elezione di Ursula von der Leyen a nuova presidente della Commissione Europea. Il voto è a maggioranza assoluta e fino all’ultimo è rimasto in bilico, in cerca di almeno 374 preferenze (la metà di 747 deputati) all’interno del Parlamento.

Von der Leyen per essere eletta ha bisogno anche dei voti dei partiti italiani: resta da capire se Lega e Movimento Cinque Stelle si esprimeranno a favore della candidata scelta da Angela Merkel ed Emmanuel Macron.

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Gli ostacoli da superare

Il nome della candidata tedesca era venuto fuori alla fine di un lunghissimo negoziato in sede di Consiglio Europeo, l’organo che riunisce i capi di stato e di governo dell’Ue, ma secondo quanto prevedono i trattati europei deve essere confermato dalla maggioranza dei parlamentari.

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Ci sono almeno tre ostacoli alla nomina di von der Leyen. Il primo problema riguarda il fatto che molti parlamentari, soprattutto i più legati all’istituzione, sono rimasti scottati dal fatto che per scegliere il nuovo presidente il Consiglio abbia messo da parte il meccanismo dello spitzenkandidat, secondo cui il nuovo presidente deve essere scelto fra i “candidati di punta” espressi dai partiti europei prima delle elezioni.

Il secondo ostacolo è di natura istituzionale: il compromesso su von der Leyen è stato trovato in Consiglio da funzionari e staff dei capi di stato e di governo. Ma molti parlamentari europei si considerano indipendenti dai governi, soprattutto quelli eletti con partiti che non sostengono il governo nel proprio paese, e rivendicano di votare come meglio credono.

Poi, c’è un ostacolo di natura politica e riguarda soprattutto il programma della prossima Commissione. Da giorni von der Leyen sta trattando con i vari gruppi politici per ottenere il loro voto, e ciascuno si sente libero di chiedere qualcosa in cambio.

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A caccia della maggioranza

Con i Socialisti che sono spaccati vista la bocciatura del loro candidato Frans Timmermans e l’opposizione dei Verdi, per ottenere il via libera la von der Leyen starebbe guardando quindi anche ai due partiti di governo nostrani.

Il premier Giuseppe Conte durante il Consiglio Europeo è stato uno dei grandi sponsor della tedesca. Un po’ a sorpresa, von der Leyen potrebbe ricevere l’appoggio anche della Lega e del Movimento Cinque Stelle, i due partiti al governo in Italia che nelle prime settimane della legislatura si sono trovati isolati in Europa.

Il Movimento Cinque Stelle al momento non fa parte di nessun gruppo e quindi ha più libertà di votare in favore di Ursula von der Leyen. I 14 deputati di cui dispongono i pentastellati al Parlamento Europeo farebbero comodo alla candidata.

La Lega invece di deputati a Strasburgo ne ha il doppio, ben 28, ma il gruppo Identità e Democrazia guidato proprio da Matteo Salvini oltre che Marine Le Pen si è subito schierato contro la tedesca.

I giallo-verdi, che da sempre hanno indicato come acerrimi nemici i poteri forti presenti a Bruxelles, dovrebbero ora fare una completa svolta votando in favore di quella che alla fine è una candidata “dell’Europa dei burocrati”.

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Incontri e avvicinamenti

La Lega incontrerà von der Leyen la prossima settimana nell’ambito di un dibattito col suo gruppo politico, Identità e Democrazia (ID): il loro capogruppo ha già lodato von der Leyen per il suo “atteggiamento cooperativo”.

Il Movimento 5 Stelle ha già visto von der Leyen descrivendo l’incontro come “positivo”: “Lei ha puntualizzato alcune delle priorità del suo impegno che sono anche le nostre, come quella per il salario minimo europeo e una visione dell’Europa e dell’Italia sui flussi migratori che condividiamo”, ha spiegato la capogruppo del M5S Tiziana Beghin al Fatto Quotidiano. In tutto Lega e M5S controllano 42 seggi.

Le richieste di Lega e Cinque Stelle 

In molti ipotizzano che la Lega, in cambio dell’appoggio dei suoi parlamentari, chiederà un ruolo importante per il commissario italiano nella prossima Commissione (secondo i trattati europei ogni paese deve esprimere un commissario). Non è chiaro se von der Leyen sia disposta a cedere su questo punto, anche perché non rientra solo nei suoi poteri.

Eventuali concessioni alla Lega, ai polacchi, al Movimento 5 Stelle, o più in generale alle forze euroscettiche che non fanno parte della maggioranza avranno delle conseguenze sulla composizione della prossima Commissione: “Alla fine von der Leyen non avrà problemi ad ottenere una maggioranza”, ha spiegato ad Euractiv una fonte dell’S&D.

Gli scenari possibili e i prossimi passi

Al momento, gli scenari più probabili sono due: von der Leyen potrebbe essere eletta con l’aiuto di partiti esterni alla maggioranza, complicando ulteriormente il gioco di incastri che si farà in estate per formare la nuova Commissione, oppure il voto sulla sua nomina potrebbe essere rimandato a mercoledì 17 o addirittura alla plenaria di settembre.

Nel caso remoto che il Parlamento respinga la sua candidatura, il Consiglio avrebbe un mese di tempo (articolo 17, comma 7 del Trattato sull’Unione Europea) per trovare un altro candidato e dovrebbe ripresentare un uomo e una donna.

Per Lega e Movimento 5 Stelle appoggiare Ursula von der Leyen potrebbe essere un bel paradosso, con i due partiti che andrebbero a garantire dei voti preziosi a quella che in fondo è la candidata della Merkel e di Macron che durante la campagna elettorale erano stati dipinti come i grandi nemici.