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Il bluff di Salvini: se si tagliano i parlamentari non si può votare prima di primavera 2020

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 14 Ago. 2019 alle 12:24 Aggiornato il 14 Ago. 2019 alle 16:25
Immagine di copertina
Matteo Salvini

Il piano di Salvini per il taglio dei parlamentari

Sul taglio dei parlamentari Matteo Salvini, leader della Lega, starebbe bluffando. “La proposta è chiara: votiamo il taglio di 345 parlamentari senza aspettare, già la prossima settimana, e poi andiamo subito alle elezioni, restituendo la parola agli Italiani”, ha twittato ieri, martedì 13 agosto, il ministro dell’Interno, richiamando il suo intervento in Senato. In quella seduta, l’Assemblea di Palazzo Madama ha deciso di calendarizzare la mozione di sfiducia a Conte il prossimo 20 agosto. Poco dopo, in serata, la Capigruppo della Camera ha stabilito la prima data per discutere la riforma costituzionale: il 22 agosto. Il capo politico dei 5 Stelle, Luigi Di Maio, quindi, è saltato sulla sedia. “Si sono infilati in un vicolo cieco”, ha accusato.

Effettivamente, a ben guardare, la proposta di Salvini di tagliare i parlamentari e poi votare fa acqua da tutte le parti ed è irrealizzabile. E, soprattutto, per il Colle potrebbe essere “una forzatura non accettabile”: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione, non potrà permettere che si affrettino i tempi dettati dalla carta costituzionale, rischiando di far venir meno, tra l’altro, il diritto dei cittadini di dire no a una riforma sgradita attraverso un referendum.

Cosa dice la Costituzione

Per una legge di riforma costituzionale servono quattro passaggi, due per Camera, con una distanza di almeno tre mesi l’uno dall’altro. Inoltre, se venisse approvata in quarta lettura senza una grande maggioranza (i 2/3) si dovrebbe consentire ai cittadini di poter eventualmente raccogliere le firme e proporre un referendum. I tempi li detta l’articolo 138 della Costituzione.

Insomma, se si voterà in autunno, si voterà su 945 parlamentari perché la proposta di riduzione del numero dei parlamentari non sarebbe vigente nella successiva legislatura. Se invece si vuole renderla davvero vigente nella legislatura successiva e votare su 600 parlamentari, bisognerà attendere almeno la primavera del 2020.

Salvini: o sfiducia Conte o taglia il numero dei parlamentari

In pratica, l’ok di Salvini al taglio dei parlamentari sarebbe un tentativo per depistare l’elettorato e conquistare il favore di una parte dei sostenitori degli ex alleati pentastellati, da sempre sensibili ai costi della politica. Il ministro del Lavoro ha provato a spiegare perché Salvini si sarebbe tradito: “La Lega dopo aver detto sì al taglio dei parlamentari non ha perso 5 minuti di tempo per aggiungere che sfiducerà Giuseppe Conte. Questa è la mossa della disperazione, si sono infilati in un vicolo cieco e vi spiego il perché”, scrive Di Maio in un post su Facebook.

“Segnatevi queste due date: il 20 agosto ci saranno le comunicazioni di Conte in Senato e la Lega vuole votare contro per sfiduciare il presidente del Consiglio dei Ministri. Il 22 pomeriggio alla Camera si voterà il taglio dei parlamentari. Dovete sapere che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto lo fa solo per non tagliare i parlamentari due giorni dopo. E avrà preso in giro ancora una volta gli italiani”, attacca l’ex alleato.

“E niente, stavolta gli è riuscita male… Vediamo che faranno davanti a Conte. Noi li aspettiamo al varco”, conclude il vicepremier.

Il taglio dei parlamentari proposto dalla Lega è “un altro tentativo di prendere in giro gli italiani”, è scritto in un post sul blog delle Stelle. “La mossa della disperazione della lega, che prova soltanto a nascondere il suo ritorno ad Arcore. Non solo Salvini continua ad “andare in giro, di spiaggia in spiaggia, con le auto blu e i voli di Stato alla faccia degli italiani. E lo fa mentre sfiducia il Governo.

Salvini si difende: “Ha deciso Fico”

Il leader della Lega però rispedisce le accuse al mittente e punta il dito contro il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, del Movimento 5 stelle. “Non ho capito perché il presidente della Camera Fico, invece di mettere prima in agenda il taglio dei parlamentari, lo ha messo dopo la mozione di sfiducia”, ha detto a Rtl 102.5.

“Non è colpa mia e non mi permetto certo di interpretare i pensieri del presidente Fico”, ha aggiunto il vicepremier. Che sulla crisi di governo è rimasto fermo sulla sua posizione: “Il 20 agosto sfiduceremo il premier e stiamo facendo tutto il possibile perché gli italiani possano votare. No a governi strani, prima si vota, meglio è”.

Tutte le ultime notizie in diretta sulla crisi di governo

Grasso: “Fallita la guerra lampo di Salvini”

“Salvini ha bluffato, ma ormai le carte sono sul tavolo: è disperato, e la sua proposta di ieri lo dimostra. In ogni caso continua a pensare di poter piegare le regole a suo piacimento, come se avesse quei ‘pieni poteri’ che sogna (e che non avrà, mai)”, ha attaccato l’ex presidente del Senato, il senatore di Leu Pietro Grasso.

“Ieri in Senato ha proposto una cosa ridicola: tagliare i parlamentari e andare subito al voto. Ma cosa significa subito? A ottobre? Ammesso che vada così, voteremmo ancora per 945 parlamentari, come ora. E perché? Perché esiste la Costituzione”, ha aggiunto Grasso.

“È evidente che quando provi un blitz o una guerra lampo e questa fallisce, sei destinato a perdere. E Salvini perderà”, ha concluso Grasso.

Salvini rischia l’alleanza col centrodestra

L’accelerazione impressa da Matteo Salvini sul taglio dei parlamentari, tra l’altro, potrebbe complicare il clima tra la Lega e Forza Italia dopo i primi approcci per un accordo elettorale. L’annuncio del vicepremier nell’Aula del Senato di voler inseguire su questo fronte i Cinque Stelle impensierisce il partito azzurro di Silvio Berlusconi, decisamente poco felice di assistere a questa rincorsa su un tema che a più riprese, in passato, ha bollato come “propaganda”.

Inoltre crescono i sospetti, nelle file azzurre, che alla fine una riforma costituzionale di questa portata possa allungare la legislatura e quindi allontanare le urne. Inoltre si fa notare come questo taglio finisca per restringere la rappresentanza, facendo pagare il prezzo più alto ai partiti più piccoli.

Anche per questo motivo, perché la Lega non può permettersi di perdere il sostegno degli altri partiti di centrodestra in vista di possibili elezioni anticipate, è probabile che la proposta di Salvini per il taglio dei parlamentari si riveli soltanto fumo negli occhi.