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Salvini lancia il suo beach tour: dove andrà e che farà quest’estate

Di Laura Melissari
Pubblicato il 5 Ago. 2019 alle 11:32 Aggiornato il 5 Ago. 2019 alle 11:59
Immagine di copertina

Salvini lancia il suo beach tour: dove andrà e che farà quest’estate

Dal Viminale al Papeete Beach in un soffio. È l’estate di Matteo Salvini, che all’apice del suo periodo “sono uno di voi”, inaugura la stagione estiva sui litorali italiani. Oscurando completamente il Jovanotti beach party, la nuova star del pop, alias il ministro dell’Interno, si lancia a fare incetta di voti e consensi, tra un mojito e uno struscio con la cubista di turno. E mentre la sinistra non riesce a pensare a un’opposizione più incisiva del pubblicare foto di Aldo Moro in giacca e cravatta in spiaggia, Salvini trova un modo “geniale” per coniugare visibilità, vacanze e sondaggi che galoppano.

Ma in cosa consiste questo beach tour del ministro più sfaticato di sempre? Dopo la parentesi in riviera romagnola, con tanto di consolle al Pepeete beach e Inno di Mameli remixato, dell’amico Massimo Casanova, il ministro va al sud. Una decina di spiagge e località di mare dove esibirsi tra un bagno e un post avvelenato sui suoi social.

Pancia prominente nuda, crocifisso al collo e boxer: è questo l’abbigliamento del ministro degli Interni, che viaggia veloce come un treno.

E così la “bestia”, l’ormai arcinota macchina della propaganda del ministro, si mette al servizio di bagnanti e turisti, che avranno l’occasione di ballare insieme al loro vicepremier. Un tour che tocca località del sud, per erodere il consenso nelle roccaforti del M5s, ridotto ormai al lumicino.

Un beach tour elettorale con un tempismo interessante, se si pensa che il governo potrebbe non sopravvivere all’autunno, e la prova delle urne potrebbe essere molto più vicina di quanto non si pensi.

Si parte da Sabaudia, per poi passare da Anzio, Chieti, Pescara, Termoli, Peschici, Polignano a mare, Policoro, Amantea e Soverato, Siracusa e Taormina.

Da sinistra numerose le critiche a questa imbarazzante deriva pop del vicepremier. Deriva che alla gente piace, e finché a sinistra non si troverà un modo non tanto di piacere alla gente (missione disperata), ma quantomeno di contrastare la comunicazione salviniana, prepariamoci al definitivo surclassamento dei Bob Sinclair o Jovanotti di turno: le piazze prima, e le discoteche ora, sono territorio della Lega e del suo capitano. È un dato di fatto.

“Salvini faccia il ministro e non il giullare” , ha detto Nicola Zingaretti. “Porti rispetto per l’Inno di Mameli. In tanti sono caduti per difenderlo e onorarlo”. Non sembra pensarla allo stesso modo il 37 per cento degli italiani.

“Voi pensate di averlo messo in difficoltà con quei video, ma andate qui in giro a chiedere ai ragazzi che ballavano cosa ne pensano di Matteo alla consolle”, dice il neo eurodeputato e proprietario del Papeete, Massimo Casanova sul Salvini Beach tour. E forse, il pubblicare – con tanto di didascalia indignata – quei video di Salvini con l’occhio poco sveglio che ancheggia con le cubiste, non è una mossa troppo intelligente. Sempre che l’obiettivo sia quello di affossarlo, e non di fargli superare quota 40 per cento.