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In Europa si è aperta la partita per le nomine ai vertici delle istituzioni: il totonomi

Di Laura Melissari
Pubblicato il 10 Mag. 2019 alle 17:17 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:08
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Europee 2019 totonomi vertici Ue | Cosa succederà in Europa dopo le elezioni del 26 maggio? Come cambierà il volto delle istituzioni Ue dopo la formazione del nuovo parlamento? Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha già convocato un consiglio straordinario per il 28 maggio. L’obiettivo è quello di non perdere tempo e iniziare subito la partita delle nomine.

L’obiettivo è quello di “indicare la nuova leadership dell’Ue già a giugno”.

L’Italia “è intenzionata ad avere il ruolo che le spetta: è la seconda azienda manifatturiera in Europa e il terzo sistema economico nell’eurozona, dovrà recitare un ruolo non secondario in Europa”, ha fatto sapere il premier Conte al vertice dei 27 leader Ue a Sibiu, in Romania.

I leader dei 27 stati membri si sono riuniti per dare avvio a quel processo che si concluderà tra qualche mese con la nomina di tutti i vertici delle istituzioni Ue. Chi sarà il successore di Juncker? Chi prenderà il posto di Tusk? Da chi sarà formata la nuova Commissione Ue? E soprattutto, che ruolo giocherà l’Italia?

Roma non ci sta a rimanere a bocca asciutta. Ma la lotta per gli incarichi è dura. E il totonomi vertici Ue è ancora nebuloso.

Al momento l’Italia tra i vertici Ue “controlla” la Bce, con Mario Draghi, mentre Federica Mogherini è l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Antonio Tajani è invece il presidente del parlamento europeo. Cosa succederà all’indomani del 26 maggio?

“L’Italia è politicamente isolata, non trova sostegno da nessuna parte, forse perché troppi suoi ministri sono stati aggressivi e violenti nei confronti degli altri. Non mi sembra che in questo momento abbia possibilità di assumere incarichi di rilievo in Ue”, ha ammonito il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

E questo “isolamento”, o meglio, il suo superamento, è l’obiettivo di Conte in europea. “Non siamo mai isolati in nessuna partita, e confido di non esserlo nemmeno qui. Però bisogna lavorare”, ha detto Conte a Sibiu, parlando con Macron, Merkel e Sanchez.

Europee 2019 totonomi vertici Ue | Quali sono i nomi più gettonati per il nuovo corso? 

Al momento, per il ruolo di Federica Mogherini, il nome più papabile potrebbe essere quello del ministro degli Esteri Josep Borrell o quello di Frans Timmermans, candidato principale dei socialisti.

Anche Alexis Tsipras, premier greco, ha buone chanches di ricoprire ruoli di punta in Europa, dal momento che si avvia verso una probabile sconfitta in patria.

Per quanto riguarda il post Tusk, al Consiglio europeo si guarda al premier olandese, Mark Rutte.

Tra i nomi di spicco anche quello del capo negoziatore della Ue per la Brexit, Michel Barnier, che potrebbe essere il successore di Jean Claude Juncker alla Commissione Ue.

Tra i nomi per il vertice della Commissione anche Dalia Grybauskaité, la presidente lituana, già commissaria europea.

Il candidato principale, lo spitzenkandidat dei popolari, Manfred Weber, non sembra invece godere di un grande favore tra i 27 membri.

“Abbiamo potuto scambiare opinioni sulla prossima agenda europea: abbiamo ragionato sugli scenari internazionali e poi  sul commercio, sull’ambiente, sulla sicurezza e la difesa. Mi  sono fatto latore di una sensibilità dell’Italia per  l’affermazione di un nuovo umanesimo. Dobbiamo tenere conto  che non possiamo più ragionare secondo un modello  eurocentrico: il mondo si è allargato ma l’Italia e l’Europa  possono continuare a recitare un ruolo importante se pongono al centro il rispetto della persona e dei diritti  fondamentali”, ha fatto sapere Conte alla conclusione del vertice in Romania.