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Europee 2019: portare il cellulare in cabina può costare una multa salatissima. Lo dice la Cassazione

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 23 Mag. 2019 alle 21:24 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:02
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Europee 2019: portare il cellulare in cabina può costare una multa salata | Con le elezioni Europee 2019 alle porte (qui: tutte le informazioni sulla tornata elettorale), è bene conoscere alcune regole assolutamente proibite in un seggio elettorale (qui: tutte le condotte vietate il giorno del voto).

In particolare è bene sapere che cosa si rischia portando il proprio cellulare nella cabina elettorale.

Molti, infatti, sono convinti che la legge punisca solamente chi scatti fotografie con il telefonino alla scheda elettorale appena votata nella cabina.

Non è propriamente così: il decreto, infatti, parla chiaro e recita: “Nelle consultazioni elettorali o referendarie è vietato introdurre all’interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini”.

Europee 2019: portare il cellulare in cabina può costare una multa salata | La sentenza della Cassazione

A conferma di ciò è arrivata, il primo marzo scorso, una sentenza della Cassazione che ha chiarito una volta per tutte cosa si rischia a portare con sé il cellulare nella cabina elettorale: una multa di 15mila euro.

È questa la pena inflitta a un 77enne di Firenze che, alle elezioni politiche 2013, aveva scattato un’istantanea alla scheda elettorale appena votata.

L’uomo, che nel maggio 2017 era stato condannato dalla Corte d’appello di Firenze a una pena detentiva, aveva fatto ricorso alla Cassazione, che lo ha rigettato, convertendo la pena da detentiva a pecuniaria.

Il legale del 77enne, che aveva ammesso di aver scattato la fotografia, aveva difeso l’uomo sostenendo che “Il presidente del seggio avrebbe dovuto avvertire l’uomo di non introdurre nella cabina il mezzo di riproduzione visiva”.

Europee 2019: portare il cellulare in cabina può costare una multa salata | Le motivazioni

La Corte fiorentina aveva condannato l’uomo perché la norma non prevedeva il previo invito del presidente del seggio a non introdurre nella cabina elettorale strumenti volti a fotografare il voto espresso.

Una motivazione, quella dei giudici d’appello, condivisa dalla Suprema Corte che ha sottolineato come la legge in materia non si presti a interpretazioni dal momento che ciò che costituisce reato è “l’introduzione nella cabina elettorale di strumenti atti a fotografare l’espressione del voto“.

La Cassazione, inoltre, ha sottolineato come il presidente di seggio non rischi alcuna sanzione qualora non provvedesse a ricordare all’elettore a “depositare le apparecchiature di registrazione”.

Il prossimo 26 maggio, dunque, meglio lasciare il proprio cellulare a casa.

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