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Livorno verso il ballottaggio: la città culla del Pci per la prima volta nella storia potrebbe svoltare a destra

Di Maurizio Ribechini
Pubblicato il 3 Giu. 2019 alle 19:17 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:12
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I due candidati sindaco, Luca Salvetti e Andrea Romiti

Elezioni Livorno 2019 ballottaggio – Fra comuni italiani più importanti chiamati al ballottaggio domenica 9 giugno per eleggere il nuovo sindaco c’è Livorno. La città toscana, che negli ultimi cinque anni è stata amministrata dal Movimento 5 Stelle di Filippo Nogarin, deve scegliere adesso fra Luca Salvetti del centrosinistra e Andrea Romiti del centrodestra.

Salvetti è un noto giornalista televisivo locale, appoggiato dal PD, da Articolo Uno e da due liste civiche, che al primo turno ha ottenuto il 34,2 per cento. Romiti è un ispettore di Polizia, esponente di Fratelli d’Italia, appoggiato anche da Lega (che per la prima volta in città supera il 20 per cento), Forza Italia e una lista civica: il 26 maggio ha ottenuto il 26,6 per cento dei consensi.

Elezioni Livorno: com’è andata al primo turno

I due candidati al primo turno sono risultati separati da 6.300 voti assoluti, un vantaggio discreto per il centrosinistra, anche se come sempre a ogni ballottaggio si riparte da zero.

Basti ricordare, a tal proposito, che cinque anni fa il candidato centrosinistra perse al secondo turno, nonostante al primo avesse un vantaggio di ben 18.000 voti rispetto al rivale dei 5 Stelle.

La città che nel 1921 diede i natali al Partito comunista Italiano e che dal Dopoguerra (fino al 2014) è sempre stata amministrata da forze di sinistra e centrosinistra, quest’anno potrebbe quindi passare per la prima volta nella storia nella mani del centrodestra. Evento che sarebbe a dir poco clamoroso in una roccaforte “rossa” per eccellenza, che già cinque anni fa aveva riservato una grande sorpresa, quando appunto al ballottaggio la coalizione a guida PD aveva perso a vantaggio del Movimento 5 Stelle, guidato da Filippo Nogarin.

A queste elezioni comunali il primo cittadino uscente però non si è ripresentato, preferendo candidarsi alle europee (senza peraltro essere eletto); a rappresentare l’amministrazione uscente è stata Stella Sorgente, vice-sindaca, la quale ha ottenuto il 16,5 per cento rimanendo esclusa dal ballottaggio. Un risultato deludente, anche se, come pochi hanno osservato, pure nel 2014 il M5S al primo turno aveva ottenuto una percentuale tutto sommato poco più elevata (il 19 per cento), che però era valsa l’accesso al secondo turno grazie alle frammentazioni presenti nel centrodestra e nella sinistra.

Elezioni Livorno 2019 ballottaggio –  Gli oltre 13.500 elettori del Movimento 5 Stelle saranno comunque decisivi al secondo turno, in un contesto in cui i vertici pentastellati non hanno dato alcuna indicazione di voto. Così come non sono arrivati endorsement espliciti dalla quasi totalità dei candidati sconfitti (Marco Cannito, Barbara La Comba, Luigi Moggia e Ina Dhimgjini).

Discorso a parte merita la coalizione che sosteneva la candidatura di Marco Bruciati, il quale al primo turno si è fermato al 14,3 per cento: le due liste che lo appoggiavano hanno fatto scelte fra loro diverse.

Da un lato Potere al Popolo (5 per cento) non ha dato indicazioni di voto, dall’altro la lista Buongiorno Livorno (oltre l’8 per cento, la quale cinque anni fa era stata probabilmente decisiva per la vittoria del M5S) si è invece esplicitamente espressa a favore di Salvetti del centrosinistra. L’intenzione di BL era quella di un apparentamento formale sulla scheda elettorale, ma il candidato del PD ha rifiutato adducendo motivazioni tecniche: resta il fatto che gli oltre 6.600 elettori di tale lista civica potrebbero essere decisivi per il successo del candidato progressista.

L’appoggio a favore del candidato del PD è arrivato poche ore fa anche da parte della candidata Carina Vitulano, esponente di Italia in Comune (movimento di Federico Pizzarotti) che al primo turno aveva sfiorato l’1,5 per cento dei voti.

Il tutto in un ballottaggio che chiarirà se Livorno può ancora contare sul proprio “Dna di sinistra”, oppure se invece l’ondata di destra, che ha colpito gran parte del Paese, travolgerà anche la città portuale che per decenni è stata la più “rossa” d’Italia.