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Di Maio riferisce alla Camera: “Valutiamo istruttoria per l’export di armi verso la Turchia anche per i contratti già in essere”

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 15 Ott. 2019 alle 10:38 Aggiornato il 15 Ott. 2019 alle 14:27
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Di Maio riferisce alla Camera sulla Siria e l’export di armi dall’Italia

TPI LIVE a Montecitorio – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio interviene per l'informativa urgente sulla Siria:

Posted by TPI on Tuesday, October 15, 2019

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alle 10 è entrato alla Camera per riferire sulla posizione dell’Italia in merito all’attacco della Turchia in Siria contro i curdi e sull’export di armi che dovrebbe essere fermato con un decreto della Farnesina già nelle prossime ore.

Oltre alla sospensione delle esportazioni future di armi alla Turchia, Di Maio ha annunciato una risposta anche sulla possibilità di valutare un’istruttoria sui  “contratti in essere” con Ankara.

Non si è invece espresso sul contingente Nato e il sistema missilistico che l’Italia ha schierato in Turchia nell’ambito dell’operazione “Active Fence” per difendere la Turchia dagli “eventuali lanci di missili dalla Siria”.

Di questa batteria missilistica ha però già chiesto Conto l’Onorevole Giancarlo Giorgetti della Lega e anche l’Onorevole Laura Boldrini ha ribadito la necessita di un ritiro del nostro contingente.

Nella sua informativa alla Camera sull’offensiva della Turchia in Siria Di Maio ha affermato che l’Italia ritiene “non debba e non possa esserci una risposta militare alla crisi siriana”, che si deve invece risolvere “attraverso la diplomazia e il dialogo politico”. “Il bilancio di vittime dell’offensiva turca è inaccettabile” e sta avendo effetti devastanti sul piano umanitario”, ha aggiunto.

Per Di Maio la Turchia è il solo responsabile dell’escalation” in Siria e “deve sospendere immediatamente le operazioni militari”. In aula sono presenti circa 100 deputati ed è in corso il dibattito con le diverse forze politiche.

L’ipocrisia del governo italiano: blocca l’export di armi verso la Turchia ma tiene in piedi la missione “per difendere Ankara dagli attacchi siriani”