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Via della Seta, firmato il Memorandum tra Italia e Cina

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 23 Mar. 2019 alle 12:14 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:46
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Il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping. Credit: Alberto Pizzoli/AFP

Il 23 marzo 2019 il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping hanno firmato il Memorandum  of Understanding per la creazione della Via della Seta.

Si tratta di un documento che fornisce una cornice entro la quale dar vita a progetti che rafforzino le relazioni tra Italia e Cina tanto a livello economico quanto culturale.

>>Italia-Cina: che cos’è la Nuova Via della Seta e perché se ne parla tanto

Il M0A ha una grande valenza simbolica, anche perché l’Italia è il primo tra i paesi del G7 ad aderire alla Via della Seta, un progetto avviato dal presidente cinese nel 2013 per connettere la Cina con l’Europa.

Secondo i sostenitori del progetto l’Italia potrà esportare i prodotti italiani nell’enorme mercato cinese con maggiore facilità.

I suoi detrattori invece vedono il nuovo accordo come una minaccia per le aziende italiane e per il controllo di alcune importanti infrastrutture del paese, come il porto di Trieste.

Durante l’incontro di venerdì 22 marzo al Quirinale, il presidente cinese ha spiegato che l’obiettivo del Memorandum è il rafforzamento del partenariato tra Cina e Italia tramite “strategie di sviluppo nei settori infrastrutturali, portuali e logistici, nonché dei trasporti marittimi”.

“Vogliamo costruire progetti seri e qualificati lungo la via della seta, vogliamo aumentare scambi e investimenti nei due sensi”.

Il testo centrale dell’accordo tra i due paesi è accompagnato da altri memorandum aggiuntivi che contengonp “dettagli sugli investimenti cinesi nel porto di Trieste e Genova; cooperazione tra banche centrali; cooperazione nel settore aerospaziale; e investimenti tecnologici”.

La firma dell’intesa ha generato diverse frizioni all’interno del Governo e tra l’Italia e i suoi alleati in Europa e al di là dell’Atlantico.

Se la Lega si è dimostrata all’inizio restia ad aprire i mercati italiani alla Cina, i rappresentati dei 5 Stelle sono stati tra i principali sostenitori della fila del Memorandum.

A livello internazionale, tanto l’Ue quanto gli Stati Uniti si sono espressi contro il progetto, temendo un aumento eccessivo dell’influenza cinese in Italia.