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Pensioni, con Quota 100 si svuota anche Atac: 350 dipendenti in meno entro la fine dell’anno

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 11 Mar. 2019 alle 11:37
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Sono diversi i settori che subiranno un forte svuotamento di personale a seguito di Quota 100, il nuovo meccanismo di anticipo pensionistico che permette l’uscita da lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi versati.

Prima la scuola, che rischia di rimanere senza 140mila insegnanti a settembre 2019, ora i trasporti: l’Atac, l’azienda pubblica che si occupa del trasporto nella Capitale, potrebbe infatti trovarsi entro la fine dell’anno con 300 o 350 dipendenti in meno.

Le previsioni dei primi mesi del 2019 che stimavano una fuoriuscita di meno di 200 lavoratori, dunque, sono state ampiamente superate; soprattutto per quanto riguarda le linee A e B della metropolitana, dove il personale è già risicato, potrebbero presentarsi grosse difficoltà nella gestione della turnazione.

Finora sono quasi 150 i dipendenti ad aver fatto richiesta all’ufficio del Personale di andare in pensione con Quota 100 e le previsioni sulle difficoltà in cui si troverà Atac sono anche più grandi se si pensa che il contratto degli autoferrotranvieri non prevede sostanzialmente alcun obbligo per il dipendente in quanto al preavviso al datore di lavoro: una lettera di dimissioni inviata il mese prima per quello successivo è sufficiente stando alle regole della municipalizzata.

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La situazione circa le assunzioni si fa perciò più complessa per Ataca: la programmazione in quest’ambito, in effetti, è uno dei dossier più delicati per l’azienda che dovrà quindi assumere 620 autisti da qui al 2021.

E, contrariamente a quanto riguarda gli autisti dei bus, i conducenti dei treni metro devono sostenere un corso di un anno: si devono passare 5mila chilometri in cabina di guida con un collega esperto, poi un esame che consiste in tre prove (scritta, orale e pratica) e, infine, si deve ottenere il patentino di abilitazione. Tutto ciò deve avvenire sotto la supervisione del Ministero dei Trasporti: delle tempistiche decisamente lunghe che complicano ulteriormente la situazione in vista dei profondi vuoti che si apriranno con la nuova riforma delle pensioni.

Tale previsione ha spinto il direttore del Personale dell’Atac, Cristiano Ceresatto, a spedire una lettera a tutti i dipendenti con oggetto “Domande di pensionamento e Quota 100” con la quale si avvisa che “gli organici potrebbero subire significative variazioni in relazione al livello di adesione al trattamento previsto” con la nuova riforma.

Ceresatto, in sostanza, ha chiesto ai lavoratori di prenotare con un certo margine la propria uscita dal servizio, comunicandolo all’azienda “entro il prossimo 15 aprile 2019″. “Le dimissioni –  si legge infatti nella circolare – devono essere presentate sia online che in forma scritta almeno 30 giorni prima del collocamento in quiescenza”.

Ad ogni modo il concorso per arruolare i primi 200 conducenti è stato già bandito e la procedura è stata resa più rapida; prima ancora che si parlasse di Quota 100, addirittura, tramite un job posting si era cercato di capire quanti dipendenti fossero disponibili a cambiare mansione per mettersi alla guida di un convoglio: con sorpresa della municipalizzata ad essersi candidati sono stati in 330, quando Atac contava di selezionarne tra i 40 e i 55 per coprire i buchi di organico già presenti.