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M5S ha espulso troppi senatori, ora ha bisogno della Meloni. Rampelli (FdI): “Se lo scordano, nessun appoggio esterno”

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 12:47 Aggiornato il 3 Gen. 2019 alle 13:19
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Le due espulsioni avvenute il 31 dicembre nel Movimento 5 stelle (De Falco e De Bonis) e le due nell’aria (Nugnes e Fattori – ieri intervistata da TPI) hanno aperto un problema non da poco nella maggioranza: i numeri al Senato ora sono troppo stretti.

Al momento sono appena quattro i voti di margine. Troppo pochi per garantire la tenuta dell’aula di Palazzo Madama. Ed è per questo che il Movimento 5 stelle, di fatto il “responsabile” dell’erosione avvenuta nella maggioranza, ha iniziato, almeno sui media, a corteggiare Fratelli d’Italia.

L’ultimo in ordine di tempo è stato il senatore Stefano Patuanelli che, in un’intervista al Messaggero proprio sul restringimento della maggioranza a Palazzo Madama, ha dichiarato che verso Fratelli d’Italia “non c’è nessun tabù”. In fondo “nella scorsa legislatura il M5s ha votato con il centrosinistra i provvedimenti che riteneva necessari per il Paese. E lo stesso avrebbe fatto se avesse governato il centrodestra. Allo stesso modo, se altre forze politiche percepiscono la bontà dei nostri provvedimenti ben vengano i loro voti”.

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Il Movimento 5 stelle apre quindi a Fratelli d’Italia. Ma l’invito è caduto nel vuoto. “Queste sono le dichiarazioni, unilaterali, di un esponente del M5s” ha replicato Fabio Rampelli, membro del direttivo del partito di Giorgia Meloni, interpellato da TPI.

“Questo è un governo che punta unicamente alle elezioni europee e non a dare all’Italia la stabilità di cui ha bisogno”. E “a questi giochi noi non partecipiamo”. Il riferimento del vicepresidente della Camera dei Deputati è “alla finanziaria” dove “Lega e Movimento 5 stelle hanno puntato tutto sulle due promesse elettorali”: Quota 100 “per Salvini” e il reddito di cittadinanza “per Di Maio”.

“Lega e Movimento 5 stelle stanno giocando una partita tutta politica con il solo obiettivo di andare all’incasso alle elezioni di fin maggio”. Nel loro governo “non c’è lo straccio di un disegno. Per questo anche solo pensare che Fratelli d’Italia possa partecipare a questo gioco è un’ipotesi folle”.

La posizione di Fratelli d’Italia “resta quella avuta fin qui”. Un’opposizione “patriottica”, per “il bene dell’Italia”, e “non di principio”. Sarà sul campo – in aula – che si vedrà se Fratelli d’Italia sosterrà o meno, in quel di Palazzo Madama, la maggioranza di governo.

I prossimi due banchi di prova saranno la legge sulla legittima difesa, “per la quale abbiamo già votato a favore in Senato, anche se il dispositivo che sta uscendo è annacquato” e il Global Compact. Se la maggioranza deciderà per il “no” al patto Onu “voteremo con Lega e Movimento 5 stelle”. In caso contrario toccherà al M5s cercare i voti, ma a sinistra, visto lo scontato “no” del Carroccio.

In fondo “abbiamo già votato a favore del decreto immigrazione e sicurezza” del ministro Salvini. “La nostra opposizione è chiara e trasparente, unicamente incentrata sui temi in discussioni e non pregiudizievole”. Ma “è impossibile pensare a un nostro appoggio esterno a questo governo”. Da qui, il consiglio: “Se il Movimento 5 stelle è così preoccupato dei numeri in Senato, la smettesse di espellere parlamentari al primo segno di dissidenza”, per “usare un termine oggi tanto di moda”.

Al Movimento 5 stelle non resta quindi che provare il “piano B”, quello teorizzato in queste ore sui vari organi di stampa da diversi esponenti “gialli”,  in primis il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva che, in un’intervista all’Agi, ha sfidato i senatori espulsi dal Collegio dei probiviri: “Sono curioso di vedere se gli espulsi voteranno contro questo governo. A quel punto tradirebbero in pieno il voto degli italiani e dovrebbero dimettersi”.