Cos’è successo durante lo sgombero del centro sociale Làbas a Bologna
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Cos’è successo durante lo sgombero del centro sociale Làbas a Bologna

Scontri durante lo sgombero dell’ex caserma Masini, occupata dal 2012 dagli attivisti di Làbas, dove era stato creato un dormitorio sociale. Sgomberato anche il laboratorio Crash di via della Cooperazione

09 Ago. 2017  
Foto dalla pagina Facebook di Làbas

Si sono verificati momenti di tensione nella mattinata di martedì 8 agosto a Bologna quando le forze dell’ordine hanno avviato le operazioni di sgombero di un edificio occupato situato in via Orfeo, nella zona sudovest del capoluogo emiliano.

Gli agenti in assetto antisommossa sono intervenuti intorno alle 7 del mattino presso l’ex caserma Masini, occupata dal 2012 dagli attivisti del centro sociale Làbas, che negli anni avevano realizzato lì un dormitorio sociale, degli orti e un mercatino settimanale biologico.

Al momento dell’intervento gli attivisti hanno rifiutato di allontanarsi dall’edificio mettendosi seduti davanti al cancello. La strada è stata chiusa per alcune ore.

Quando gli agenti si sono avvicinati al blocco hanno provato prima a trascinare gli attivisti, poi sono intervenuti con delle cariche e con i manganelli a cui i manifestanti hanno risposto con lancio di fumogeni e petardi. Sui social network sono state diffuse immagini che mostrano scontri tra la polizia e i manifestanti.

Dopo alcuni minuti di disordini la polizia è riuscita ad entrare nella struttura, dove sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per spegnere dei focolai accesi dai manifestanti. Gli scontri sono proseguiti nelle vicinanze, presso piazza del Baraccano, dove si sono radunati gli attivisti.

Un secondo sgombero, che riguarda il laboratorio Crash di via della Cooperazione, è avvenuto senza momenti di tensione, perché quando c’è stato l’intervento non c’era nessuno all’interno dell’edificio.

“Hanno sgomberato Làbas dopo tre ore di resistenza e barricate incendiarie”, hanno scritto i membri di Làbas in un post Facebook. “Lo hanno fatto in pieno agosto, da vigliacchi quali sono e saranno per sempre. Ci sono persone che stanotte hanno percorso 300, 500, 800 km per lottare assieme a noi come dei leoni e resistere alla violenza inaudita della Polizia testimoniata da queste foto”. Gli attivisti hanno annunciato nuove iniziative per la riapertura del centro e chiedono allo stesso tempo all’amministrazione comunale di trovare velocemente una soluzione.

Una decina di attivisti sono rimasti feriti, di cui due in maniera seria. Anche sei poliziotti sono rimasti feriti, secondo quanto ha fatto sapere la questura.

L’ex caserma in questi anni ha ospitato progetti e attività sociali contro il disagio abitativo e aveva raccolto parole di apprezzamento tra i residenti della zona.