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Il selfie distorce la percezione della propria immagine

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 17 Mag. 2019 alle 20:23 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:44
Immagine di copertina
Credit: William Perugini / Cultura Creative

Selfie effetto dismorfia | Tra i millennials è in crescita la tendenza a ricorrere alla chirurgia estetica per richiedere “ritocchini” al viso, e la colpa pare sia proprio dei selfie.

L’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery l’ha ribattezzata “selfie dismorfia”, sempre più frequentemente infatti i giovani si rivolgono al medico per correggere difetti estetici inesistenti.

Difetti che le ragazze notano guardandosi attraverso lo schermo dello smartphone.

I social e gli autoscatti hanno cambiato la percezione della propria immagine, soprattutto tra le giovani generazioni che più di tutti fanno uso di questi strumenti tecnologici.

Il risultato è un rapporto conflittuale con se stessi. Al 40esimo Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime) di Roma è emerso questo effetto selfie.

“Questa è la prima generazione che si rivolge alla medicina estetica e che è cresciuta con la tecnologia e con i selfie”, ha spiegato Emanuele Bartoletti, presidente della Sime.

“Ma le inquadrature poco naturali, fatte spesso dal basso verso l’alto, con una sola mano, di profilo e a tre quarti, fanno venir fuori degli inestetismi che nessuno normalmente vede”.

“Perciò, spesso ci arrivano donne tra i 25 e i 30 anni – continua Bartoletti – che chiedono la correzione di inestetismi che non esistono come la ridefinizione del naso, degli zigomi o dei solchi naso-genieni”.

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