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La rivoluzione gentile di Chef Locatelli a Masterchef: “Non è figo chi umilia le persone a lavoro”

Il nuovo giudice di Sky racconta i suoi esordi ai fornelli, le esperienze negative e l'approccio "inglese"

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 7 Feb. 2019 alle 19:16 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:29
Immagine di copertina
Chef Giorgio Locatelli. Credit: Getty Images

Chef Locatelli arriva a Masterchef e rivoluziona lo spirito della cucina. Ai modi un po’ burberi e notoriamente rigidi degli altri chef, si contrappongono i suoi gentili e pacati. In un’intervista rilasciata a La Stampa, il nuovo giudice del programma cult di Sky racconta i suoi esordi ai fornelli e, soprattutto, perché abbia scelto l’approccio “morbido” in cucina.

“Non ho mai considerato figo chi umilia le persone sul lavoro”, dice deciso l’ultimo arrivato in casa Masterchef. “Forse a Sky hanno apprezzato la mia attitudine disincantata, distante da quella di certi chef tromboni e pesanti come il piombo”, continua Giorgio Locatelli, che a Milano arriva direttamente da Londra, dove ha aperto un ristorante di alta cucina, Locanda Locatelli, in cui ha saputo esportare la bellezza della cucina italiana.

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Pazienza ed equilibrio sembrano essere le caratteristiche principali dello chef. Non gli appartengono affatto i modi tirannici e aggressivi. E il perché Locatelli lo spiega attraverso la sua esperienza personale.

“Ho sofferto tantissimo quando ero alle prime armi. Ho lavorato in Francia per un anno e mezzo, mi chiamavano ‘Italiano di merda’, ci stavo come un cane”, racconta al quotidiano sabaudo il cuoco. “Ho sempre pensato che se fossi diventato uno chef non mi sarei comportato così”, aggiunge.

Di esperienze negative, negli anni, ne ha accumulate. La peggiore, ricorda il giudice di Sky, l’ha avuta con chef Manuel Martinez, alla Tour d’Argent di Parigi. “Dopo quell’esperienza sono andato dallo psicologo per un anno e mezzo, mi era venuta un’infezione alle braccia, somatizzavo tutto. Lo chef Martinez era un orco che trattava gli altri come pezze da piedi”.

E continua ancora: “Con la brigata in cucina ci vuole intelligenza, precisione e polso fermo ma anche leggerezza. Non ho mai considerato figo chi umilia le persone sul lavoro”. Lo chef a Masterchef si comporterà come nella sua cucina: “Ho chiarito che le mie reazioni sarebbero state molto inglesi, e così sarà”.

Insomma, niente piatti rotti con chef Locatelli. “Sai quanto costano i piatti? Figuriamoci se ne rompo uno”.

A Masterchef è cominciata la rivoluzione gentile dello chef italiano dai modi inglesi.