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Le immagini degli scontri sotto la sede del giornale anti-Erdogan

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La polizia ha respinto con gas lacrimogeni e idranti oltre 500 sostenitori riuniti sotto la redazione per manifestare la loro solidarietà al quotidiano

Sabato 5 marzo la polizia turca in assetto antisommossa ha preso d’assalto gli uffici del giornale più diffuso della Turchia, Zaman, che conta una tiratura quotidiana di 650mila copie. 

Le forze dell’ordine hanno usato gli spray al peperoncino, i gas lacrimogeni, i cannoni ad acqua e la repressione fisica per respingere i manifestanti raggruppati sotto la sede del giornale. 

Secondo quanto riportato dalla Bbc, le autorità hanno agito su richiesta del tribunale turco il quale ha ordinato che tutte le pubblicazioni su Zaman fosse poste sotto il controllo statale. 

Lo staff del quotidiano turco sabato è riuscito a stampare l’ultima edizione del giornale, prima che cambiasse rotta e prima che tutti gli account di posta elettronica fossero bloccati, e il capo redattore Andulhamit Bilici licenziato. 

Il New York Times ha riportato che il raid compiuto dalla polizia turca è un aspetto della guerra portata avanti dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan contro i giornali d’opposizione e i sostenitori politici di Fethullah Gülen, “un religioso musulmano affiliato con il giornale che vive in esilio in Pennsylvania, una volta alleato di Erdogan ma ora un acerrimo nemico”.

Come ha scritto invece il Los Angeles Times, “i procuratori hanno aperto almeno 1845 casi di ‘insulti contro il presidente’ da quando Erdogan è salito alla presidenza nel mese di agosto del 2014 con il 52 per cento dei voti. Negli ultimi due anni, il presidente ha usato la mano pesante contro le proteste messe in atto dai suoi oppositori. Non bisogna scordare il giro di vite su una parata del gay pride nel giugno del 2015”. 

LEGGI ANCHE: Che cosa è successo al giornale d’opposizione turco Zaman

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