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Islanda: cronache di un viaggio alla scoperta della Ring Road

La Ring Road, chiamata anche “l’autostrada d’Islanda”, fa il giro dell’isola in 1.300 km circa, partendo dalla capitale Reykjavík e arrivando fino a Akureyri. Per gli amanti dei viaggi e della natura è la meta perfetta

Di Iacopo Luzi
Pubblicato il 12 Giu. 2018 alle 14:05 Aggiornato il 30 Apr. 2019 alle 15:35
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L’Islanda non è un paese come tutti gli altri. È un’isola a metà fra due continenti, letteralmente fra due placche tettoniche, dove l’uomo può riscoprire quel legame con la natura e, allo stesso tempo, sentirsi estraniato dal mondo, visti i suoi paesaggi e panorami che spesso ricordano più la Luna che la Terra, se non il pianeta Marte.

Negli ultimi anni il turismo in Islanda è cresciuto a dismisura, tanto da trovare gli stessi islandesi impreparati al boom di visite, con più di due milioni di turisti nel 2017 rispetto a una popolazione di solo 300mila abitanti.

Tuttavia, il turismo ha rivitalizzato l’economia dell’isola dopo la crisi economica del 2008-2011, la quale è diventata una vera destinazione obbligatoria per tantissime persone che decidono di percorrerla in lungo e in largo.

In particolare, grazie a una strada circolare chiamata in islandese Hringvegur.

La Hringvegur, o in inglese più comunemente Ring Road o Route 1, è una strada circolare, la principale del paese, che completa il giro dell’Islanda in 1.300 km circa partendo dalla capitale Reykjavík, passando per Egilsstaðir (all’altro capo dell’isola), arrivando fino a Akureyri, la seconda città islandese nel nord del paese per poi, infine, ritornare nella capitale.

Così, leggendo queste poche righe di descrizione, sembrerebbe una strada come tante le altre, eppure la Hringvegur è molto di più: è un’esperienza di vita on the road che può essere paragonata alla Route 66 americana anzi, secondo una persona che ha compiuto entrambi i viaggi, la supera.

Immaginatevi chilometri e chilometri con pochissimo traffico, quasi zero, (forse d’estate un po’ di più) lungo una pittoresca strada a due sole corsie che circumnaviga l’isola, dandovi modo di godere di panorami mozzafiato, maestose montagne, immense cascate, ghiacciai a perdita d’occhio e molto altro ancora. Un tuffo al cuore dietro ogni curva.

E ciò che sto per dirvi non è uno scherzo: quasi tutte le maggiori e più spettacolari attrazioni dell’isola si trovano lungo la Hringvegur, da alcune delle cascate più famose d’Islanda come la Skógafoss nella parte sud del paese o la Goðafoss ,poco prima di raggiungere Akureyri, fino a bellissime spiagge come la Diamond Beach o l’incredibile Námafjall, una zona geotermica nei pressi del lago Myvatn, dove campi di zolfo e bocche di fumo trasportano il visitatore fuori dai confini terrestri.

La Ring Road, chiamata anche “l’autostrada d’Islanda”, collega fra di loro tutte le varie comunità sparse sui tanti fiordi del paese, e per una persona amante dei viaggi e della natura è la perfetta unione delle due cose.

Un viaggio che può durare una settimana oppure un mese, dipende da cosa si voglia vedere e per quanto tempo, che può essere molto pericoloso oppure no, a seconda delle condizioni meteorologiche e la tenuta dell’asfalto (manutenzione perfetta, va detto), e che può tramutarsi quasi in un’avventura mistica, specie una volta completato l’anello e ritornati a Reykjavík.

Si torna nella capitale senza poter credere di aver percorso così tanti chilometri, aver visto così tante cose, ed essere arrivati alla meta tutti interi. 

Il sottoscritto ha percorso la Route 1 agli inizi di maggio e questo mi ha permesso di incontrare di tutto, dalla nebbia alla pioggia, fino alla neve più intensa. Senza contare le strade chiuse per il maltempo.

Ovviamente d’estate tutto diventa più semplice, molte più ore di luce e tempo meno imprevedibile, mentre d’inverno diventa quasi un’impresa percorrerla in toto, quindi ritengo che la primavera sia stato il momento migliore per visitarla e godersi l’Islanda senza troppi turisti e in tutta la sua selvaticità e maestosità.

Allo stesso tempo, molti amici mi hanno raccontato che i colori e la vitalità della natura islandese in estate non hanno eguali.  A voi la scelta. D’inverno, va detto, che vedere un’aurora boreale diventa quasi un gioco da ragazzi, mentre nelle altre stagioni, beh, buona fortuna!

Percorrere la Hringvegur è abbastanza semplice nella sua prima metà, quella che va da Reykjavík fino all’altro capo dell’isola. Da lì, si può approfittare per raggiungere uno dei fiordi più belli d’Islanda: Seyðisfjörður, un paesino di seicento abitanti e uno dei punti più a est del paese, dove si può prendere l’unico traghetto che collega l’Islanda all’Europa.

Un paese fuori dal tempo che dalla Route 1 dista un’ora di tragitto scarso.

Tuttavia, per arrivarci, bisogna attraversare la Strada numero 93, chiamata anche Fjarðarheiði (ossia “brughiera del fiordo”), che è considerata la strada più pericolosa d’Islanda e una delle più pericolose del mondo, secondo dangerousroad.com, per via delle sue condizioni climatiche imprevedibili, le possibili frane, valanghe e nevicate che possono avvenire da un momento all’altro, senza contare i 600 mt di dislivello fra il suo punto più alto e l’imbocco della strada.

Per ogni amante dell’adrenalina, una deviazione dalla Hringvegur degna di essere fatta.

Tornando alla Ring Road, come detto in precedenza, la prima metà è abbastanza tranquilla, mentre la seconda metà, che attraversa il nord del paese, è tutta un altro discorso: la parte settentrionale dell’Islanda è la meno popolata e la più ostile, ma allo stesso tempo è quella che vi darà più soddisfazioni e vi farà godere della natura più bella. La più autentica. Se il clima della costa sud può sembrare duro, non ha nulla a che vedere con ciò che incontrerete una volta superato Egilsstaðir.

Fortunatamente, basta essere prudenti, affittare un Suv ed essere sicuri di avere il ruotino di scorta con voi, e tutto andrà bene (Due le ruote forate nello stesso giorno durante il mio viaggio). Anche perché, nonostante la selvaticità dell’isola, il telefono prenderà quasi sempre, anche nelle distese più disabitate o nei fiordi più sperduti, quindi un aiuto sarà sempre facile da richiedere.

Ovviamente, ci sono zone dell’Islanda al di fuori della Route 1 che meritano di essere viste tanto quanto le attrazioni che si possono incontrare lungo la Ring Road, come il Golden Circle, poco sopra Reykjavík, con i suoi geyser, laghi e cascate, o la impressionante e brutale penisola di Snæfellsnes, ma le emozioni della Hringvegur non sono paragonabili.

Se amate la strada, specie ora che i voli per raggiungere Reykjavík sono diventati molto economici, è il posto dove andare.

Se l’avventura vi affascina e sognate di immergervi nella natura più incontaminata, senza che questo articolo sembri troppo uno spot promozionale, l’Islanda è il tesoro nascosto che merita di essere scoperto.

Tanto che, mentre guidavo lungo la Ring Road, più di una volta, mi è capitato di fermare l’auto a lato della strada, scendere, sedermi in mezzo, (è raro che passi più di un altro automezzo alla volta) e godermi lo spettacolo. Montagna da un lato, oceano atlantico dall’altro. E respirare.

Pensando: ne è valsa veramente la pena.

Testo e foto di Iacopo Luzi

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