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In Tunisia un’intera generazione protesta contro la mancanza di lavoro

A Tunisi e in altre città dello stato nordafricano si moltiplicano suicidi e proteste dei giovani per lamentare l'assenza di prospettive lavorative

Di TPI
Pubblicato il 23 Feb. 2016 alle 10:50
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La storia recente della Tunisia era stata salutata come un felice esempio di successo delle rivolte legate alla Primavera Araba, con un aumento della democrazia e la speranza di migliori condizioni economiche per il paese.

A distanza di circa cinque anni da quegli eventi, la situazione per i giovani tunisini non sembra però affatto positiva, almeno dal punto di vista economico, tanto che si è parlato di una “generazione di inattivi” in riferimento alla mancanza di occupazione giovanile nello stato nordafricano. 

Sono molti i casi drammatici di suicidio tra minori di 30 anni che si sono accumulati nel corso degli ultimi anni a causa dell’assenza di prospettive lavorative e dell’impoverimento collettivo: nel dicembre 2010 era stato proprio il caso di Mohamed Bouazizi, che si era dato alle fiamme come gesto di protesta, a fomentare la rivolta in molti suoi coetanei, ma a distanza di cinque anni le morti continuano e l’economia non migliora.

Sono ormai frequenti i casi di sciopero della fame, di scontri con la polizia, di giovani che si cuciono le labbra in segno di protesta, e negli ultimi giorni di gennaio 2016 questi malumori sono arrivati a livelli allarmanti, con numerose proteste a Tunisi e nelle maggiori città del paese. 

In questa galleria dell’agenzia Reuters, alcune immagini e storie per raccontare ciò che sta accadendo in questi giorni in Tunisia.

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