Covid ultime 24h
casi +9.938
deceduti +73
tamponi +98.862
terapie intensive +47

A Tijuana ci si ammala di AIDS a causa del degrado e della miseria, e queste foto lo documentano

Malcolm Linton e Jon Cohen hanno immortalato le vite degli abitanti di uno dei luoghi più dimenticati di Tijuana, dove è molto facile contrarre l'HIV. Ecco le immagini estreme

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 8 Nov. 2017 alle 16:32 Aggiornato il 9 Nov. 2017 alle 08:22
674

Dal 1997, il fotografo Malcolm Linton e il giornalista Jon Cohen si sono occupati dei casi di epidemie di AIDS in più di trenta paesi per la rivista Science.

Se ti piace questa notizia, segui TPI Pop direttamente su Facebook

Nel 2013 hanno deciso di trascorrere un periodo a Tijuana, in Messico, per documentare gli ostacoli alla lotta contro l’AIDS e le condizioni di povertà estrema di alcuni degli abitanti della città, che finiscono per essere i soggetti più a rischio di infezione. Hanno scelto Tijuana perché circa lo 0.6 percento dei suoi abitanti sono positivi all’HIV, all’incirca lo stesso tasso di infezione riscontrabile negli Stati Uniti.

A pochi passi di distanza dal quartiere a luci rosse della città si trova il fiume Tijuana river, che scorre lungo il confine con gli Stati Uniti. L’acqua è putrida e lungo le sue sponde si vedono cumuli di rifiuti. Nel 2013, circa mille persone vivevano lungo le rive del fiume in accampamenti di fortuna che chiamavano ñongos.

In quest’area, conosciuta come El Bordo, si svolgeva un’intensa attività di compravendita di eroina. Da uno studio del 2013 del Colegio de la Frontera Norte di Tijuana è emerso che il 96 per cento dei residenti di El Bordo era stato arrestato almeno una volta dalla polizia e il 91 per cento era stato deportato dagli Stati Uniti. Questo luogo è stato uno dei principali centri di diffusione dell’HIV nella città di Tijuana.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Il fotografo Linton si è trasferito a Tijuana a luglio 2013 e il giornalista Cohen aveva iniziato a far la spola dalla sua casa a San Diego. Linton iniziò a lavorare a El Bordo come infermiere volontario, occupandosi dei prelievi di sangue. Il duo ha portato a termine il progetto nell’aprile del 2015 e tutto il materiale prodotto è stato raccolto nel libro “Tomorrow Is a Long Time“.

Lo scopo primario del progetto è documentare il lungo percorso ancora da compiere per vincere il virus dell’HIV. Nonostante i progressi fatti nel trattamento medico del virus, esso rappresenta ancora una piaga che colpisce in tutto il mondo. A Tijuana, come in altre città, i gruppi più vulnerabili all’infezione sono rappresentati da persone tossicodipendenti, omosessuali e trans-gender.

Il libro ha aperto anche uno spaccato sulle condizioni inumane in cui vivevano gli abitanti di El Bordo, tra problemi di tossicodipendenza e prostituzione. Sul volto dei soggetti fotografati si legge il peso di un passato che non fa altro che gravare sul loro presente, spingendoli al limite.

I protagonisti del libro di Linton e Cohen sono stati o sono ancora tossicodipendenti, hanno avuto problemi con la giustizia o sono lavoratori del sesso. Tutte persone che ingaggiano quotidianamente una lotta per la sopravvivenza.

Poco prima che Tomorrow Is a Long Time andasse in stampa, il campo è stato sgomberato dalla polizia. Negli ultimi sei mesi alcuni dei suoi abitanti hanno rioccupato una parte di El bordo, mentre di altri si sono perse le tracce.

Le foto impietose di Linton rivelano tutta la crudeltà e la disperazione delle vite di queste persone.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop

674
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.