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I ritratti di chi ha scelto di vivere da nomade senza una casa né un lavoro

Sono autostoppisti, passano da un treno all'altro, trovano lavori temporanei: seguono il desiderio profondo di viaggiare ed esplorare

Di Emma Zannini
Pubblicato il 24 Ott. 2017 alle 12:04 Aggiornato il 24 Ott. 2017 alle 12:09
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Dal 2011 il fotografo Michael Joseph ritrae persone che hanno scelto di vivere costantemente in movimento. Sono autostoppisti, giovani che vivono fra un treno e l’altro, che hanno abbandonato la stabilità delle loro case per il nomadismo, e che sono ora i protagonisti del progetto Lost And Found.

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Le foto, in bianco e nero, sono scattate lungo le strade, dove il fotografo li incontra, e usano rigorosamente la luce naturale. A volte capita che le stesse persone vengano fotografate in luoghi diversi, in tempi diversi, anche a distanza di anni.

Questi giovani, spesso legati alla sub-cultura, seguono l’istinto del “wanderlust”, dell’irrefrenabile voglia di viaggiare, o del desiderio di fuga, e fra treni e lavori temporanei si incontrano fra loro, formando una sorta di famiglia. Tutti hanno una storia diversa alle spalle, ma sono uniti da un senso di comunità e alcuni formano anche legami molto stretti.

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Come il fotografo tiene a sottolineare, la loro apparenza può trarre in inganno: se anche indossano vestiti che trovano in giro e tatuano sulla loro pelle le loro esperienze di vita, alcuni sono fra le persone più gentili che si possano incontrare. “Le loro anime sono aperte e il loro dono è il tempo, perché è l’unica cosa che possiedono”.

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