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Le pubblicità maschiliste anni ’50 riviste in chiave femminista

Le immagini del fotografo libanese Eli Rezkallah che ha rovesciato i ruoli di genere

Di Francesca Moriero
Pubblicato il 19 Gen. 2018 alle 11:43 Aggiornato il 20 Feb. 2018 alle 18:18
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L’immagine di quella che era ritenuta una donna perfetta negli anni ’50 ci è familiare: una moglie diligente, che pulisce in casa tutto il giorno, prepara deliziosi pasti per il suo laborioso marito, si prende cura dei bambini, tutto ciò con un sorriso, naturalmente.

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Anche se i movimenti femministi prenderanno sempre più corpo alla fine degli anni ’60, fino agli anni ’70 non si verificano grandi mutamenti per quel che riguarda il ruolo della donna in famiglia.

Gli anni ’50 sono anni in cui la donna è sottoposta a una serie di rigide costrizioni; la sua identità si definisce in relazione a un ruolo ben definito e soprattutto circoscritto ad ambiti domestici.

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Vi è una vera e propria distinzione tra un ‘dentro’, lo spazio della donna e un fuori, lo spazio del mondo, del lavoro, della politica, che è lo spazio dell’uomo.
Quest’ immagine sessista trasudava anche da ogni pubblicità di quell’epoca.

Ispirato da questo, il fotografo e reporter libanese, fondatore e direttore artistico di Plastik Magazine e Plastik Studios, Eli Rezkallah ha creato una serie chiamata “In A Parallel Universe” dove ha rovesciato i ruoli di genere ritratti in quegli annunci sessisti dell’ era madman per rivelare con umorismo, l’assurdità di tali stereotipi.

“Il giorno del Ringraziamento ho sentito per caso i miei zii parlare di come le donne stiano meglio in cucina, adempiendo ai loro doveri femminili, “da donna”!” , scrive Rezkallah sul suo sito web, aggiungendo: “anche se sono consapevole che non tutti gli uomini siano come loro e pensino in quel modo, sono sorpreso di chi abbia ancora quel tipo di visione. Per questo motivo ho provato a immaginare un universo parallelo, in cui i ruoli sono invertiti e agli uomini viene dato un assaggio del loro veleno sessista. Queste pubblicità sono state fatte negli anni ’50, ma osservandole ho sentito che quella loro essenza sessista è presente ancora nelle pieghe del tessuto sociale moderno di oggi. ”

Le immagini si ribaltano quindi in un universo parallelo, volutamente provocatorio e destinato a far riflettere lo spettatore su un tema ancora molto attuale, e non ancora concluso, come quello della partita di genere.

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