Quando New York era tutta campagna

Attraverso una serie di foto e disegni risalenti all’Ottocento è possibile rendersi conto di come poco meno di cento anni fa una delle metropoli più avveniristiche del mondo fosse totalmente diversa da com’è oggi

Di Guglielmo Latini
Pubblicato il 20 Giu. 2017 alle 12:20 Aggiornato il 20 Giu. 2017 alle 12:26
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Per quanto oggi New York sia una delle metropoli più grandi del mondo, con oltre otto milioni di abitanti distribuiti prevalentemente in verticale su grattacieli e palazzi di molti piani, c’è stato un tempo in cui la Grande Mela non era altro che un enorme terreno agricolo su cui sorgeva qualche rara casa.

Nel Diciottesimo secolo, infatti, la zona era prevalentemente abitata da famiglie di contadini con le loro fattorie, e come dimostra il Museo della città di New York, il paesaggio che oggi è pianeggiante era all’epoca collinare, prima che venisse reso piatto per creare la fitta rete stradale che ancora oggi costituisce l’ossatura della città.

Gli olandesi si stabilirono sul posto nel 1654 nella zona oggi nota come Bowery, e i dipinti dell’epoca e del secolo successivo danno un’idea di quanto fosse poco popolata l’area. Anche due secoli dopo, a metà Ottocento e oltre, capitava che greggi di pecore pascolassero a Central Park, prima che un enorme piano di urbanizzazione trasformasse completamente il volto del luogo con un reticolato di vie suddivise in avenue (quelle verticali) e streets (orizzontali).

Attraverso una serie di foto e disegni appartenenti al Museum of the City of New York, risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, è possibile rendersi conto di come poco meno di cento anni fa una delle metropoli più avveniristiche del mondo fosse totalmente diversa da com’è oggi.

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