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Le illustrazioni censurate sulla disforia di genere di un artista transessuale

La scuola di un ragazzo appena diplomato al liceo ha rifiutato questa serie di disegni, che ora saranno esposti in una prestigiosa galleria d'arte

Di Laura Melissari
Pubblicato il 24 Lug. 2017 alle 12:35
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Jasper Behrends, un giovanissimo studente transessuale appena diplomato al liceo, è diventato famoso per alcune illustrazioni sul tema Lgbtq censurate dalla sua scuola.

La sua arte è incentrata sulla sessualità e in particolare sulla disforia di genere, una condizione in cui una persona ha un’identificazione nel sesso opposto a quello biologico.

“L’amministrazione della mia scuola mi ha detto di smettere di concentrarmi sul genere e sulla sessualità perché era inopportuno. Ma non l’ho fatto, e ora…”, ha scritto su Twitter il giovane artista ricevendo migliaia di like e condivisioni.

La serie di illustrazioni facevano parte del progetto del corso di arte avanzato che lo studente stava frequentando in Virginia.

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I problemi per lui sono iniziati quando ha deciso di concentrarsi sull’identità di genere. Il vicedirettore della scuola ha detto allo studente che, nonostante non avesse problemi con le tematiche Lgbtq, c’era “un luogo per certe cose”, e quello non era la scuola pubblica.

In molti hanno consigliato allo studente di “vestire” i suoi personaggi e di rendere tutto il progetto meno esplicito e provocatorio, ma Behrends ha deciso di procedere sulla sua strada. “Non sono riuscito a mostrarlo nemmeno ai miei genitori, ma ero orgoglioso di quello che stavo facendo“, ha detto a Mashable.

Alla fine il suo lavoro è stato giudicato da alcuni critici d’arte non affiliati alla scuola di Behrends, che danno un punteggio da 1 a 5. Behrends ha ottenuto un punteggio di 5, e il suo lavoro è stato selezionato per essere esposto alla prestigiosa mostra studentesca dell’AP Studio Art Exhibit.

Nel lavoro di Behrends sono presenti i temi della disforia di genere, accompagnati dalla rappresentazioni di emozioni quali il disagio o la tristezza.

“Non voglio mettere lo spettatore a disagio”, ha detto. “Voglio solo mostrare visivamente cosa vive quotidianamente una persona trans”.

“Un bambino che esplora il proprio sesso viene spesso ignorato e punito: la disforia non è solo per gli adolescenti e gli adulti. Anche i bambini affrontano questi ostacoli e, con la mancanza di informazioni e risorse, i ragazzi queer spesso cadono in depressione”, ha spiegato ancora.

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