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La bellezza oltre la sedia a rotelle

Venti donne statunitensi affette da disabilità hanno raccontato la loro storia posando come modelle per il progetto fotografico Raw Beauty Project.

Di TPI
Pubblicato il 24 Nov. 2015 alle 12:13
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Wendy Crawford, aveva 19 anni ed era una modella. Aveva appena ottenuto il suo primo lavoro di livello internazionale quando, mentre si dirigeva all’aeroporto, è stata investita da un autista ubriaco. Da allora vive su una sedia a rotelle. Dopo l’incidente ha perso il lavoro e ha scelto così di fondare mobileWOMEN.org, un sito internet dedicato alle donne tetraplegiche. 

Il progetto fotografico Raw Beauty Project creato nel 2014 ha riunito le storie di alcune donne che, come Wendy, sono affette da disabilità. Sono venti le protagoniste dell’iniziativa organizzata per mostrare la bellezza e la forza di queste donne. 

Cheryl Price è nata con una lesione alla spina dorsale. Adesso ha una figlia di sei anni e racconta: “essere una madre è la cosa più importante della mia vita, mi porta gioia e riempie la mia vita. Si, sono una madre in sedia a rotelle, ma come mia figlia sa, per essere un genitore hai solo bisogno del cuore”. 

Emily Ladau dalla nascita ha la sindrome di Larsen. È un’avvocato e scrittrice del blog Words I wheel by incentrato sulla sensibilizzazione al tema della disabilità. All’età di dieci anni ha recitato in alcuni episodi del programma educativo Larsen Syndrome per parlare ai bambini delle disabilità fisiche. 

Deborah Mellon, 60 anni, sopravvissuta all’Olocausto quando era piccola, ha perso l’uso delle gambe in un incidente provocato da un camion. Adesso pratica la barca a vela e ha realizzato il sogno di comprarsi una barca. “La forza che i miei genitori hanno sempre mostrato mi ha aiutata ad andare avanti e vorrei diffondere il loro messaggio in tutto il mondo: mai arrendersi”, racconta. 

Tracy Schmitt, 45 anni, è un’atleta nata mutilata. Delle innumerevoli imprese si ricorda la scalata delle montagne in Nepal senza l’aiuto delle protesi alle gambe, una medaglia di bronzo in sci alpino e una medaglia d’oro nella regata al lago di Ontario Racing Council Regatta.   

Sara Tabor è un’atleta che è costretta su una sedia a rotelle dall’età di 28 anni per una brutta caduta. Ora lavora in un’azienda di media digitali e gioca a hockey con la squadra New York Rangers. Convive con il suo ragazzo a New York e ha un gatto. 

Michele Boardman non cammina da quando a 13 anni, ne aveva 16 quando le è stata diagnosticata una distrofia muscolare. “Molti di noi devono combattere con l’insicurezza. Non è sempre facile alzarsi dal letto la mattina e affrontare gli altri uomini”, ha detto.

Christy Cruz, da piccola le è stata diagnosticata una paralisi celebrale. Da più grande ha avuto una reazione allergica alla droga Motrin che le ha causato dei danni alla spina dorsale. Oggi si è laureata in scienze della formazione e racconta: “la mia speranza è quella di dare coraggio, educare e aiutare al di là delle mie disabilità”. 

Kelly Rouba, aveva 2 anni quando le è stata diagnosticata l’artrite. Scrive su numerosi siti web sulla realtà delle disabilità. 

Aimee Hoffman è stata affetta da un’infiammazione alla spina dorsale, la mielite trasversa, all’età di 30 anni. È moglie e madre. “Credo che la bellezza di una donna si basi su come lei si sente all’interno che la rende radiosa all’esterno. Riguarda il modo in cui vive, come porta avanti la sua vita al di là che lo faccia da seduta, in piedi, camminando o rotolando”, racconta. 

Maggie Redden, indiana adottata a due anni, è diventata paraplegica a causa di una poliomelite. Laureata all’università dello stato della Pennsylvania, ha partecipato nel 2008 alle para-olimpiadi di Pechino, ha suonato come arpista in un concerto alla sala Carnegie Hall di New York ed è stata “Miss. sedia a rotelle” del New Jersey nel 2013. 

Andrea Dalzell è affetta da mielite. Racconta essere una ribelle perché “è a suo agio con il suo corpo superare gli ostacoli”. 

Angela Rockwood, 39 anni, ex atleta, è tutt’ora una modella e attrice. La spina dorsale è rimasta lesionata irreversibilmente dopo un incidente stradale nel 2011. 

Katherine Crawford era membro delle forze armate degli Stati Uniti e a venti anni le è stata amputata una parte della gamba sinistra. Racconta di se: “Mi sto dedicando al cinema e al mondo della moda con la speranza di fondare un giorno una no-profit. Il mio obiettivo è quello di aiutare le persone con disabilità a realizzare i loro sogni nel mondo dell’arte”. 

Danielle Sheypuk, 35 anni, ha un’atrofia muscolare alla spina dorsale. Ha conseguito in dottorato in psicologia clinica. Si racconta come “una donna single a Manhattan” e i suoi amici la chiamano la Carrie Bradshaw, tra le protagoniste del film Sex and the city, in sedia a rotelle. 

Carlana Stone era una cheerleader e rappresentante di classe, a 17 anni ha avuto un incidente in auto che le ha causato una lesione alla colonna vertebrale. “Dopo aver bevuto, sono andata in macchina con degli amici. Sono stata l’unica a rimanere ferita nell’incidente e in un attimo sono passata da essere una cheerleader ad essere paraplegica”. È la prima giornalista televisiva in sedia a rotelle per la tv locale di Miami ABC

Monique Stamps, come Carlana è divenuta paraplegica in seguito a un incidente all’età di 16 anni. “Il mio sogno di diventare parrucchiera e truccatrice è stato completamente stravolto”. Sono così entrata a far parte dell’organizzazione Women Embracing Abilities Now situata a Charlotte, nello Stato del Nord Carolina. “Voglio che le persone ci trattino come donne intelligenti, valorose, belle e sexy; con la stessa sensualità delle donne che non hanno disabilità”.

Donna R. Walton è stata sottoposta a un’amputazione per un cancro. Ha avviato una campagna dal nome Divas with Disabilities per mostrare la bellezza delle donne con disabilità.

Kitty Lunn, ballerina, si è rotta la schiena scivolando sul ghiaccio, la vigilia di Natale del 1986. “La mia vita è cambiata in un istante. Era il secondo appuntamento con l’uomo migliore che io abbia mai conosciuto. In ospedale è stato accanto al mio letto per tre anni e sei mesi dopo che ero stata dimessa ci siamo sposati”. 

Emily Sciarretta, un’anomalia del tessuto connettivo della spina dorsale non le ha più permesso di camminare dal 2006. Dall’incidente fa parte dell’organizzazione no-profit Canine companions for independence che aiuta i disabili dando loro dei cani appositamente allenati. Nell’organizzazione ha conosciuto suo marito, Frank.

(Questo il video del servizio fotografico di Raw Beauty Project)


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