Covid ultime 24h
casi +31.084
deceduti +199
tamponi +215.085
terapie intensive +95

Le donne affette da isteria nelle foto di un medico francese dell’Ottocento

Al fine di divulgare le sue teorie neurologiche, il neurologo Jean-Martin Charcot si servì anche di una serie di immagini in cui aveva ritratto le sue pazienti. Eccone alcune

Di Emma Zannini
Pubblicato il 27 Ott. 2017 alle 11:07 Aggiornato il 8 Dic. 2017 alle 19:22
0

Jean-Martin Charcot fu un neurologo francese dell’Ottocento particolarmente conosciuto per i suoi studi sull’isteria, da cui prese ispirazione anche lo psicoanalista austriaco Sigmund Freud. Charcot condusse le sua analisi nell’ospedale Salpêtrière, a Parigi, dove osservò a lungo numerose pazienti.

Al fine di divulgare le sue teorie neurologiche, negli anni Charcot si servì anche di una serie di immagini realizzate per l’occasione dall’allievo Paul Regnard, che raffigurano le diverse fasi della malattia.

Se ti piace questa notizia, segui TPI Pop direttamente su Facebook

Con “isteria” nell’Ottocento si indicava una serie di attacchi nevrotici particolarmente intensi, che colpivano soprattutto le donne. Il termine stesso risale al greco Hystera, utero, da cui si pensava avesse origine questo disturbo.

Il merito del dottor Charcot fu quello di aver notato un legame fra isteria ed epilessia e l’aver combattuto il giudizio tradizionale che vedeva l’isteria come una malattia esclusivamente femminile.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Essendo questo disturbo nella sua analisi una nevrosi che si manifesta in attacchi, ma priva di danni anatomici, la cura che proponeva era di tipo psicologico. Favoriva cioè l’allontanamento delle pazienti dall’ambiente originario, cioè anche dalla famiglia, colpevole secondo lui di scatenare l’isteria.

In particolare a carriera avanzata Charcot si occupò anche di ipnotismo, un interesse che si spiega con la ricerca di nuovi metodi diagnostici.

Se questa notizia ti è piaciuta, abbiamo creato una pagina Facebook apposta per te: segui TPI Pop

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.