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Ricordando Tamara de Lempicka

Il 16 maggio 1898 nasceva a Varsavia la pittrice polacca, ancora oggi simbolo di emancipazione femminile e sensualità

Di TPI
Pubblicato il 16 Mag. 2015 alle 19:00
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Il 16 maggio 1898 nasceva a Varsavia la pittrice polacca Tamara de Lempicka. Nata con il nome di Tamara Rosalia Gurwick, era figlia di un ebreo russo di famiglia molto agiata. Nel 1907 compì un viaggio in Italia, durante il quale iniziò ad apprendere l’arte della pittura.

Trasferitasi a San Pietroburgo, nel 1916 sposò Tadeusz Lempicki: fu anche per via di questo matrimonio che scelse il nome d’arte di Tamara de Lempicka. Nel 1917, in seguito alla rivoluzione russa, la coppia decise di trasferirsi a Parigi: fu qui che l’artista iniziò a specializzarsi nella pittura, venendo fortemente influenzata dall’Art deco, stile artistico molto in voga in quegli anni e caratterizzato da geometrie regolari e ricchezza di colori.

La sua vita, soprattutto durante gli anni Venti, fu caratterizzata dalla partecipazione ai salotti parigini, dai numerosi amanti e dalla sua bisessualità dichiarata, fatti che la resero un simbolo di modernità e di emancipazione femminile. Fondamentale, sempre negli anni Venti, fu anche il suo incontro con il letterato italiano Gabriele d’Annunzio presso la villa di quest’ultimo, il Vittoriale degli italiani, sul lago di Garda.

Nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti, dove proseguì la sua attività pittorica, finché nel 1978 andò a vivere in Messico, dove nel 1980 morì presso la città di Cuernavaca. La pittura di Tamara de Lempicka, in stile Art deco, è caratterizzata da un elemento sensuale molto forte, quasi scandalosa per l’epoca, ma che ha contribuito a rendere i suoi dipinti un simbolo riconoscibile della sua arte. 

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