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I malati di AIDS non sono diversi da noi

ACT UP si batte da anni per richiamare l'attenzione sulla vita dei malati di AIDS

Di Francesca Loffari
Pubblicato il 6 Ott. 2017 alle 20:08 Aggiornato il 6 Ott. 2017 alle 21:00
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La Comunità ACT UP, letteralmente Coalizione AIDS per scatenare il potere, è un’organizzazione internazionale che si batte, fin dal 1987, per richiamare l’attenzione sulle vite dei malati di AIDS.

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Nel 1988, l’attivista e scrittore statunitense Vito Russo, nel suo discorso “Why We Fight”, paragonò la vita dei malati di AIDS a una vera e propria guerra.

Nei quattro anni precedenti, Russo aveva preso parte a due funerali a settimana di persone colpite dalla malattia.

Il fotografo Stephen Barker, dopo essere diventato membro della comunità nel 1989, ha immortalato alcune persone affette da questa grave malattia. Anche lui, come Vito Russo, ha visto molti amici morire per questa terribile malattia.

L’Hiv è un virus che si ciba delle cellule cd4, un sottoinsieme dei nostri globuli bianchi. Una volta entrato nell’organismo si avvia il processo per il quale si creano sempre più copie del virus e sempre meno cellule cd4. L’organismo si accorge che ci sono pochi globuli bianchi di tipo cd4 e quindi li crea, alimentando il virus. La malattia abbassa le difese immunitarie rendendoci più esposti ad altri virus e meno resistenti alle infezioni, che in breve tempo si aggravano.

Ogni giorno in Italia 11 persone scoprono di essere sieropositive. Secondo l’Istituto superiore di sanità le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono 4mila l’anno. Siamo il secondo paese in Europa per incidenza di Aids, dopo il Portogallo. Gli italiani si ammalano per disinformazione e ignoranza sulle modalità di trasmissione di un virus che nel biennio 2012-2013 ha causato 645 decessi.

Attualmente la modalità principale di trasmissione è quella sessuale, in particolare quella eterosessuale. Le notifiche di infezione di Hiv associate a questo tipo di trasmissione sono aumentate dall’8 per cento del 1985 all’85,5 per cento del 2015.

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