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Com’erano i drogati di oppio cento anni fa

Nell'Ottocento le quantità di oppio importate dalla Cina crebbero in modo vertiginoso, con l’apertura di vere e proprie fumerie in cui era possibile assumere la sostanza

Di Laura Melissari
Pubblicato il 11 Gen. 2018 alle 15:13 Aggiornato il 11 Gen. 2018 alle 15:14
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Se oggi le droghe definibili oppiacei, come l’eroina e il fentanyl, sono considerate tra le più letali e vengono solitamente consumate per via endovenosa, c’è stato un tempo in cui l’oppio era qualcosa di molto più diffuso e assunto in maniera diversa.

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L’oppio, ricavato da alcune tipologie di papavero, è stato utilizzato per millenni in paesi come India, Turchia, Iran, Afghanistan e Cina, e intorno al diciottesimo secolo, con l’avvento del commercio globale, si è diffuso anche in Occidente.

All’epoca, l’oppio veniva fumato per ottenere uno stato di piacere e rilassamento, e nel corso dell’Ottocento le quantità di questa sostanza importate dalla Cina crebbero in modo vertiginoso.

Furono aperte le fumerie d’oppio, veri e propri locali in cui era possibile stendersi su un lettino e assumere la sostanza.

Se inizialmente si trattava di una droga “per tutti”, già all’inizio del Ventesimo secolo le fumerie iniziarono a essere meno diffuse, e avevano ormai una prerogativa di bohémien e artisti.

Per gli altri cominciavano a diffondersi forme alterate come l’eroina e la morfina.

Il sito Dangerous Minds ha messo insieme una collezione di foto risalenti a quell’epoca, grazie alle quali è possibile come fossero davvero questi luoghi ed entrare nella loro atmosfera esotica e malsana.

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