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Cosa significa andare a scuola in Siria oggi

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Un fotoreportage documenta le condizioni critiche per centinaia di bambini siriani che hanno scarso accesso all’istruzione, tra scuole improvvisate e semi-distrutte

Dopo cinque anni di guerra civile in Siria, iniziata con la primavera siriana a marzo del 2011 e presto trasformatasi in una battaglia quotidiana dai numeri tragici, le vittime accertate sono oltre 250mila. Quasi come l’intera popolazione della città di Verona.

Prima della guerra, la popolazione siriana contava quasi 22 milioni di persone. Oggi quasi la metà degli abitanti – circa 11 milioni – hanno dovuto lasciare le proprie case. Quattro siriani su cinque vivono ormai in condizioni di povertà.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) stima che siano oltre 4.5 milioni i rifugiati che hanno abbandonato il paese, perlopiù donne e bambini, fuggiti principalmente nei paesi limitrofi, dalla Turchia al Libano alla Giordania, e perfino l’Iraq. Circa 6,5 milioni di siriani sono invece profughi interni.

I dati raccolti dall’Onu riferiscono anche che il 70 per cento della popolazione non ha accesso all’acqua potabile, che un terzo della popolazione non può sfamarsi adeguatamente e che più di 2 milioni di bambini non hanno accesso all’istruzione. 

Poiché i bombardamenti in passato hanno colpito anche scuole, è un’impresa coraggiosa per gli insegnanti continuare a garantire l’istruzione di base agli studenti siriani. Le scuole sono improvvisate, in luoghi nascosti e al riparo dalle violenze.

Lo studente siriano Ali Khaled Stouf ogni giorno deve scendere decine di metri sotto terra per raggiungere la scuola, allestita all’interno di una cava, alle porte del villaggio di Tramla, in provincia di Idlib, roccaforte dei ribelli siriani. Seduto sul pavimento insieme agli altri compagni, studia arabo, inglese, matematica e religione, con evidenti difficoltà ad assistere alla lezione a causa dell’oscurità della caverna.

Le pareti della scuola Souriya al-Ammal (Siria, la speranza), nella città di Maarat al-Numan, sono crivellate di colpi di armi da fuoco e alcune pareti tra le classi sono crollate a causa dei bombardamenti. La città adesso sembra essere risparmiata dai bombardamenti, e così la scuola è stata riaperta e circa 250 bambini sono tornati a sedere tra i banchi.

Nel vicino villaggio di Saraqib, un caravan mobile è utilizzato come classe al servizio dei bambini che non hanno più una scuola dove studiare e spesso neppure un libro su cui leggere. Questa galleria fotografica documenta la condizione dell’istruzione per centinaia di bambini siriani.

— COSA HA PROVOCATO LA GUERRA CIVILE SIRIANA IN 5 ANNI 

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