Covid ultime 24h
casi +26.831
deceduti +217
tamponi +201.452
terapie intensive +115

La ragazza nata senza braccia per la guerra in Vietnam

Nguyen Vu Phuoc ha fotografato la vita di Nguyet, una ragazza nata senza braccia a causa del gas tossico utilizzato dagli Stati Uniti durante la guerra in Vietnam

Di TPI
Pubblicato il 23 Nov. 2015 alle 14:16
0

Durante la guerra in Vietnam, gli Stati Uniti rilasciarono sulla giungla vietnamita un erbicida tossico chiamato col nome in codice di Agente Arancio, allo scopo di rimuovere il fogliame degli alberi per privare i Viet Cong – i combattenti che si opponevano al governo filoamericano del Vietnam del Sud – della copertura del manto vegetale. Solo in seguito si scoprì che l’Agente Arancio aveva catastrofici effetti sull’uomo.

Nella sostanza erano presenti diossine altamente tossiche, ritenute responsabili di malattie e difetti alla nascita sia nella popolazione vietnamita che nei veterani di guerra statunitensi. Si è anche scoperto che il defoliante aveva proprietà cancerogene che colpivano principalmente le donne, causando gravi deformazioni nei feti.

Si stima che 4,8 milioni di persone siano state contaminate dalla sostanza. Centinaia di migliaia sono morte, mentre milioni di vietnamiti e di loro discendenti sono stati colpiti da gravi malattie causate dalla sostanza tossica. 

In un villaggio nel nord del Vietnam, vive una giovane ragazza, Nguyet, una delle persone che oggi sembrano risentire maggiormente delle conseguenze della guerra.

Nguyet è nata senza braccia, ma riesce comunque a svolgere tutto il necessario utilizzando gambe e soprattutto piedi. La ragazza vive con i suoi genitori nella provincia di Vihn Phuc, svolge le faccende domestiche, si prende cura dei nipoti e aiuta la famiglia. Nel tempo libero spesso legge.

Il fotografo Nguyen Vu Phuoc ha pubblicato questa serie di foto che ritraggono la vita di Nguyet, per testimoniare gli effetti dell’Agente Arancio sulla vita della popolazione locale.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.