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Svezia, ragazza cacciata dal bus perché è poco vestita: la difendono i musulmani

Un episodio davvero singolare

Di Marco Nepi
Pubblicato il 1 Ago. 2019 alle 11:01 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:17
Immagine di copertina
Foto dalla pagina Facebook di Amanda Hansson

Svezia, ragazza poco vestita sul bus viene cacciata dall’autista

Una ragazza poco vestita sul bis è stata cacciata dall’autista. È la singolare vicenda, raccontata oggi dal Corriere della Sera, che ha visto protagonista  una 19enne, Amanda Hansson, a Malmö, la città con la più alta percentuale di immigrati musulmani nel Paese più progressista d’Europa, la Svezia. L’accaduto è stato raccontato dalla stessa ragazza, sul suo profilo Facebook.

ragazza cacciata bus
Foto dalla pagina Facebook di Amanda Hansson

Qualche giorno fa, con una temperatura di 27 gradi, Amanda è salita sull’autobus numero 3 pieno di passeggeri. “Era una giornata molto calda – ha scritto la ragazza sulla sua bacheca social – e avevo adattato il mio abbigliamento alla temperatura: indossavo un paio di pantaloncini e un top con il fiocco annodato lì davanti. Porgo il biglietto, l’autista mi ferma”.

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Foto dalla pagina Facebook di Amanda Hansson

“Non puoi vestirti così sui nostri autobus. È la regola della compagnia. Ti mostri troppo… Prima ricopriti, poi torna”, sono state le parole del conducente. A quel punto Amanda, “furiosa”, è scesa con la voglia di “urlare e piangere”. “In tutta la mia vita non mi sono mai sentita così umiliata”, ha detto.

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Foto dalla pagina Facebook di Amanda Hansson

In Svezia il caso della ragazza poco vestita cacciata dal bus ha fatto il giro dei media. Al punto che la compagnia di autobus è stata costretta a scusarsi con la 19enne. “Non abbiamo alcun regolamento che imponga ai passeggeri come vestirsi”, ha fatto sapere. L’autista, che “non ha agito per motivi culturali e religiosi”, è stato sospeso. Non si conoscono né il suo nome, né l’etnia e l’eventuale orientamento religioso. Il dipendente dovrà ora sottoporsi a un corso di ri-addestramento.

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Amanda ha anche raccontato che con lei avrebbero solidarizzato molti immigrati musulmani che hanno assistito alla scena sul bus. Proprio a Malmö, dove non sono mancati episodi di tensione. A Hyllie, una località del distretto, alla piscina municipale sono state riservate alcune ore di nuoto solo alle donne proprio su richiesta della comunità islamica.