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Russia e Ucraina: “Iniziato lo scambio di prigionieri tra i due paesi”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 7 Set. 2019 alle 10:13 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:32
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Credit: AFP

La tv di stato russa Rossija24 ha annunciato l’avvio del maxi scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina.  Secondo l’avvocato Serghiei Badamshin, citato dall’agenzia Tass, “tre pullman con a bordo i marinai” ucraini catturati l’anno scorso dai russi al largo della Crimea hanno lasciato il carcere di Lefortovo e “sono probabilmente sulla strada verso l’aeroporto moscovita di Vnukovo dal quale partiranno poi per l’Ucraina”. Altre testate parlano di due bus scortati dalla polizia.

Due giorni fa, intervenendo al Forum economico orientale di Vladivostok, il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato che lo scambio di prigionieri “su larga scala” era ormai imminente e sarebbe stato “un buon passo avanti verso la normalizzazione” dei rapporti tra Mosca e Kiev.

Un aereo con i simboli dello Stato ucraino è atterrato stamattina all’aeroporto Vnukovo di Mosca, lo stesso nel quale sarebbero anche arrivati i pullman in cui si suppone viaggino i 24 marinai ucraini catturati lo scorso anno dalle forze russe al largo della Crimea.

Secondo Lenta.ru, inoltre, un aereo statale russo della compagnia Rossiya sarebbe partito alle 9.20 ora di Mosca (le 8.20 italiane) da Vnukovo e sarebbe già in territorio ucraino. Il direttore di Ria Novosti, Dmitri Kiseliov, ha scritto sul web di aver augurato buon viaggio a Kirill Vyshinskiy, responsabile dell’agenzia russa in Ucraina arrestato a Kiev per “alto tradimento”. È quindi possibile un’imminente liberazione del giornalista. Lo scambio di prigionieri potrebbe avvenire secondo uno schema “35 per 35”.

Russia-Ucraina | Cos’era successo nello stretto di Kerch

Nella serata del 15 novembre 2018 il governo russo aveva accusato tre navi ucraine di essere entrate illegalmente nelle sue acque territoriali nel mar d’Azov, il mare interno che bagna la Russia, l’Ucraina e la penisola di Crimea attualmente controllata da Mosca.

L’accesso al mar d’Azov è regolato dallo stretto di Kerch, che la Russia ha bloccato per alcune ore con una petroliera posizionata sotto un ponte nello stretto, riaprendolo solo nella mattina del 26 novembre.

Secondo Mosca, il comportamento di Kiev era una “provocazione” architettata per scatenare un “conflitto regionale”.

Il governo ucraino aveva invece accusato la Russia di aver aperto il fuoco sulle sue navi nel mar d’Azov, ferendo anche due membri dell’equipaggio.

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