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Il presidente del Gambia ha proibito le mutilazioni genitali femminili

Yahya Jammeh ha motivato la decisione dicendo che la pratica di mutilare le donne non è richiesta dall’Islam

Di Antonella Gugliersi
Pubblicato il 26 Nov. 2015 alle 10:40 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 08:11
Immagine di copertina

Il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha annunciato che le mutilazioni genitali femminili saranno proibite nel Paese poiché non sono richieste dall’Islam.

L’ha dichiarato la sera di lunedì 23 novembre durante una visita a Kanilai, suo villaggio d’origine nell’ovest del Paese, una delle mete del tour nazionale. La decisione è stata inaspettata sia per gli attivisti che per il pubblico.

Le mutilazioni genitali femminili comprendono pratiche di diverso tipo, tra cui la clitoridectomia (parziale o totale rimozione della clitoride), l’escissione del clitoride (rimozione della clitoride e delle piccole labbra) e l’infibulazione (rimozione e successiva cucitura dei genitali), e sono molto dolorose. Rischiano di provocare malattie come tetano, cancrena, epatite B e C, trasmissione del virus HIV e potrebbero portare all’infertilità.

Con la forma più grave di Mgf, l’infibulazione, viene impedito alle donne di avere rapporti sessuali o di provarne piacere.

Secondo l’Unicef, la pratica Mgf, nota anche come circoncisione femminile, coinvolge circa il 76 per cento delle donne in Gambia, un paese a maggioranza musulmana. Non è ancora noto a che età precisamente le donne vengano sottoposte alla Mgf, ma è stata riportata la tendenza a praticare la circoncisione femminile sulle neonate. A 14 anni, il 56 per cento delle ragazze è stato già sottoposto alla procedura.

Diversi ecclesiastici musulmani anziani del Gambia hanno più volte negato l’esistenza delle mutilazioni genitali femminili, ribattendo che invece veniva praticata la circoncisione femminile, qualcosa che secondo loro era diverso. Nel 2014, l’allora imam di stato Alhaji Abdoulie Fatty, successivamente destituito dal presidente Jammeh, aveva dichiarato di non aver mai sentito parlare di qualcuno che fosse morto in seguito alle mutilazioni genitali femminili. “Se si sa di cosa si sta parlando, si sa anche che qui non le pratichiamo. Non mutiliamo le nostre bambine”, aveva affermato Fatty.

Secondo Jaha Dukureh, un’attivista anti-Mgf, l’annuncio è particolarmente sorprendente perché è stato fatto in periodo di elezioni. “Potrebbe costargli la vittoria. Ha messo al primo posto le donne e le ragazze e ciò potrebbe avere un effetto negativo. Ma questo mostra anche che tiene più alla situazione delle donne che alla possibilità di perdere dei voti”, ha affermato Dukureh.

Durante l’annuncio, il presidente Jammeh ha dichiarato che il divieto è con decorrenza immediata. Non è ancora chiaro se verrà effettivamente promulgata una legge che permetta al divieto di esser rispettato.