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Papa Francesco: “Non ho paura di uno scisma. Le ‘cose’ sociali le copio da Wojtyla”

Il Pontefice si difende dagli attacchi di chi trama contro di lui per le sue idee

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 11 Set. 2019 alle 14:39 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 14:41
Immagine di copertina
Papa Francesco

Papa Francesco: “Non ho paura di uno scisma”

Papa Francesco lo dice chiaro e tondo e, stavolta, in prima persona. “Non ho paura di uno scisma nella Chiesa”. È la prima, ferma e netta replica, del Pontefice a tutti quelli che evocano scissioni nel Cattolicesimo per via delle molte fazioni ostili a Bergoglio. E arriva mentre il Papa è in volo, di ritorno dalla sua missione in Africa, in Mozambico, Madagascar e Mauritius. 

Per evitare gli scismi, dice ai giornalisti che viaggiano con lui, “io rispondo sempre alle critiche, tutto questo lo faccio”. “Ma quando l’ideologia entra nella dottrina,  e quando la dottrina scivola sulla ideologia, lì c’è la possibilità di uno scisma”, avvisa.

I critici più severi, che vorrebbero addirittura spingerlo alle dimissioni, si trovano negli Stati Uniti. Sono cattolici scontenti delle posizioni di Papa Francesco sull’ambiente e sull’immigrazione. Ma in particolare si oppongono alle sue mosse per consentire ai cattolici divorziati risposati di prendere la Comunione.

“Non temo uno scisma – ribadisce – ma prego che non ce ne sia uno, perché la salute spirituale di molte persone dipende da questo”.

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Papa Francesco “comunista”

“Il Papa è troppo comunista”, è l’accusa che si è sentito rivolgere più spesso da chi brandisce il ricordo di Papa Wojtyla contro di lui. E la replica è secca e spiazzante: “Le cose sociali che io dico sono le stesse che ha detto Giovanni Paolo II. Io copio lui”.

Nella cabina del suo aereo, il Papa si è tolto qualche altro sassolino dalla scarpa, attaccando con decisione gli ipocriti. “Le critiche sempre aiutano. Quando uno riceve una critica subito deve fare autocritica, e dire ‘questo è vero, non è vero, fino a che punto.. ‘. Io vedo sempre i vantaggi dalle critiche”, ha detto. “Delle volte ti arrabbi – ha ammesso – ma i vantaggi ci sono”. Poi la stoccata: “A me non piace quando le critiche stanno sotto il tavolo, fanno un sorriso che ti fanno vedere i denti e poi ti danno il pugnale da dietro, questo non è leale, non è umano”.

I temi: xenofobia e Amazzonia

E a proposito di temi spinosi che allontano il Papa dai più conservatori dei cattolici, durante il volo di ritorno dall’Africa, Bergoglio ho parlato anche di immigrazione. “La xenofobia è una malattia umana, come il morbillo”, attacca. E Papa Francesco spiega: “Una malattia, ti viene, entra in un Paese, entra in un continente. E mettiamo muri, no? E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano”. Un riferimento nemmeno troppo velato al muro che separa gli Stati Uniti e il Messino.

Il Pontefice ha parlato anche dell’Amazzonia. I “governanti stanno facendo di tutto per l’Amazzonia?”, la domanda di alcuni giornalisti. “Alcuni più, alcuni meno”, la sua risposta. Ma Papa Francesco ha sottolineato che “la difesa dell’ambiente naturale la portano avanti i giovani che hanno una grande coscienza, perché dicono: ‘Il futuro è nostro”.

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