Me

La Nuova Zelanda ha approvato la riforma sull’uso delle armi dopo la strage di Christchurch

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 10 Apr. 2019 alle 20:42 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:17
Immagine di copertina
La premier neozelandese Jacinda Ardern (Credit: Marty Melville/Afp)

La Nuova Zelanda è passata dalle parole ai fatti in meno di un mese: il 10 aprile 2019 il parlamento neozelandese ha approvato infatti una riforma con l’obiettivo di regolamentare la vendita e l’uso delle armi all’interno del paese. La nuova legge è passata con 119 voti a favore e un solo contrario.

Una risposta, questa, all’attentato del 15 marzo nelle due moschee di Christchurch. In quell’occasione, il “suprematista bianco” Brenton Tarrant ha aperto il fuoco sui fedeli, riprendendo poi la scena con una telecamera. L’uomo ha utilizzato cinque armi da fuoco, tra cui due fucili semiautomatici. Il bilancio finale dell’attentato parla di 50 persone morte, oltre a decine di feriti.

Poco dopo l’attentato, la premier della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, aveva annunciato l’intenzione di varare una riforma per introdurre una stretta sulla vendita delle armi d’assalto. Così era partito l’iter per introdurre il divieto di vendita di diversi tipi di armi semiautomatiche e fucili d’assalto.

“Amore, empatia e integrazione”, la lezione della premier neozelandese Jacinda Ardern per essere veri leader

Adesso si è arrivati al voto in Parlamento. Manca ora un solo tassello per approvare definitivamente il testo, ma in Nuova Zelanda viene considerato una pura formalità: per diventare ufficialmente legge, infatti, la riforma deve essere approvata dal governatore generale.

Nel dettaglio, in realtà, la nuova legge vieta la vendita e l’utilizzo non soltanto di molte armi semiautomatiche e fucili d’assalto. Il testo introduce una stretta anche su tutta una serie di pezzi di ricambio, utilizzati per trasformare i fucili normali in semiautomatici.

L’attentatore di Christchurch infatti aveva comprato fucili normali e poi li aveva modificati. Se avesse voluto acquistare direttamente quelli semiautomatici, avrebbe dovuto avere una particolare licenza, difficile da ottenere. In questo modo, in futuro, nessuno potrà aggirare la norma modificando le armi normali.

Rimangono al di fuori della riforma, invece, i fucili calibro 22 con caricatori fino a 10 colpi. Come anche i fucili a pompa con massimo cinque colpi in canna.

Prima dell’introduzione della nuova legge, in Nuova Zelanda era abbastanza facile procurarsi delle armi. Secondo le stime, nel paese ci sono oltre 1,2 milioni di armi da fuoco su una popolazione di 4,6 milioni di persone. Una percentuale impressionante, che il governo punta a diminuire drasticamente con questa riforma.

Nuova Zelanda, la storia dell’uomo che ha fermato a mani nude il killer delle moschee