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Libia, si dimette il vicepresidente del governo di Tripoli: “Al-Sarraj è controllato dalle milizie”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 8 Apr. 2019 alle 11:37 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 08:55
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Mentre è in corso l’operazione “Vulcano di rabbia”, la controffensiva del governo di unità nazionale della Libia contro la marcia su Tripoli delle truppe del maresciallo Khalifa Haftar, il presidente libico Fayez al-Sarraj perde un importantissimo collaboratore.

Secondo quanto riportato dai media libici, infatti, si è dimesso il vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale, Ali al-Qatrani. L’ormai ex vicepresidente ha anche espresso il suo sostegno all’operazione dell’Esercito nazionale libico del generale Haftar su Tripoli.

“Il presidente al-Sarraj – avrebbe dichiarato al-Qatrani – è controllato dalle milizie e una risposta militare condurrà la Libia solo verso ulteriori sofferenze e divisioni”. Sembra infatti che il premier libico abbia deciso di allearsi con le milizie di Misurata al fine di respingere la minaccia dell’uomo forte della Cirenaica, che nei giorni scorsi ha spinto i suoi soldati verso la capitale.

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Si tratta di truppe di mercenari, finanziati anche da Turchia e Qatar, che rendono più improbabile un intervento della comunità internazionale a fianco del presidente riconosciuto, che arriverebbe solo in caso di guerra vera e propria.

“Attraverso l’incoraggiamento di queste milizie – sostiene ancora al-Qatrani – Sarraj ha violato l’accordo politico sulla Libia abusando dei privilegi concessi a lui come capo del Consiglio presidenziale”.

Intanto sale a 32 il bilancio delle vittime della controffensiva promossa dal governo di al-Sarraj contro Haftar. Da domenica 7 aprile, infatti, l’aviazione di Tripoli sta conducendo una serie di raid contro le basi controllate dal generale. Oltre ai morti, molti dei quali civili, ci sarebbero anche una cinquantina di feriti.

La controffensiva ha permesso alle forze di al-Sarraj di riconquistare l’aeroporto Mitiga di Tripoli. I combattenti del governo di accordo nazionale, infatti, hanno fatto sì che le truppe di Haftar si ritirassero dallo scalo.

In giornata, poi, è arrivata una nuova condanna degli Stati Uniti all’offensiva di Haftar su Tripoli. Il segretario di stato americano Mike Pompeo ha escluso infatti ogni intervento militare: “Questa campagna militare unilaterale contro Tripoli – ha sottolineato – mette in pericolo i civili e mina le prospettive di un futuro migliore per tutti i libici”.