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Chi è Brenton Tarrant, uno degli attentatori alle due moschee in Nuova Zelanda

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 15 Mar. 2019 alle 09:16 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:18
Immagine di copertina
Brenton Tarrant

Una delle persone che ha preso parte ai due attacchi contro le moschee in Nuova Zelanda è stato fermato e identificato come Brenton Tarrant.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, si tratta di un uomo di origini australiane di 28 anni definito un “suprematista bianco”.

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Tarrant ha aperto il fuoco sui fedeli riuniti in una delle moschee prese di mira dagli attentatori e ha ripreso la scena con un camera go-pro, trasmettendo anche il video in diretta streaming.

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L’uomo ha anche pubblicato un manifesto di 74 pagine in cui enuncia i “valori” a cui fa riferimento e spiega perché ha compito l’attacco contro la moschea, oltre a dare una serie di informazioni su se stesso.

Nella prima parte del documento è presente una vera e propria intervista che Tarrant fa a se stesso.

La prima domanda è proprio: “Chi sei/eri?”

“Solo un uomo bianco qualsiasi, di 28 anni. Nato in Australia dalla working class, i miei genitori sono di origine scozzese, irlandese e inglese. Ho avuto un’infanzia normale, senza grandi problemi. Ho sempre avuto ben poco interesse nei confronti dell’educazione scolastica”.

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“Non ho frequentato l’università perché non mi interessava. Ho lavorato per un breve periodo prima di investire i miei soldi in Bitconnect e ho usato il ricavato per viaggiare. Più recentemente ho lavorato part-time in un locale che vende kebab”, continua ancora Tarrant nel suo manifesto.

“Sono un uomo che ha deciso di prendere posizione per garantire un futuro alla mia gente”.

Sempre nel testo scritto e pubblicato dallo stesso attentatore, si legge che l’uomo crede di rappresentare quei milioni di europei ed etno-nazionalisti che vogliono vivere in pace con la loro stessa gente, nella loro terra dove sono rispettati i loro valori.

Tarrant, proseguendo nella sua intervista, specifica di non odiare tutti i musulmani, ma solo quelli che “invadono la nostra terra per prendere il nostro posto”. Il suo maggiore disprezzo però è diretto contro “quelli della nostra gente che si convertono (….) diventando traditori del loro stesso sangue”

L’attentatore non si definisce xenofobo o islamofobo, accettando invece etichette come “eco-fascista”, “razzista” e “nazionalista”.