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Kazakistan: 500 manifestanti arrestati nel giorno delle elezioni presidenziali

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Giu. 2019 alle 16:37 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 12:06
Immagine di copertina
Credit: VYACHESLAV OSELEDKO / AFP

Kazakistan cinquecento manifestanti arrestati nel giorno delle presidenziali | Kazakistan elezioni presidenziali

Kazakistan manifestanti arrestati – Sono almeno cinquecento i manifestanti arrestati nella giornata di oggi, domenica 9 giugno, dalla polizia del Kazakistan nelle città di Nursultan, il nuovo nome della capitale Astana, e Almaty, nel giorno in cui nel Paese asiatico sono in programma le elezioni presidenziali.

A riferirlo è l’agenzia di stampa russa Interfax.

Dopo 30 anni, infatti, il Kazakistan è chiamato a eleggere il successore di Nursultan Nazarbayev, autoritario Capo di Stato dal 1990, un anno prima che il Paese ottenesse l’indipendenza dall’Unione Sovietica.

A manifestare sono i sostenitori dei partiti dell’opposizione che ritengono queste elezioni una farsa.

Nonostante Nazarbayev non sia candidato, infatti, la vittoria dovrebbe andare a Kassym-Jomart Tokayev, successore indicato da Nazarbayev e attuale presidente ad interim.

Tokayev, infatti, è subentrato lo scorso 20 marzo a Nazarbayev e come primo atto ufficiale da presidente ha deciso di cambiare il nome della capitale: da Astana a Nursultan, in onore dell’ex Capo di Stato kazako.

Nonostante le proteste delle opposizioni, le autorità continuano a dichiarare che le elezioni sono libere, che i candidati in lizza sono molto e che tutti si possono votare.

Nessuno, però, crede al fatto che le urne indicheranno un vincitore diverso da Tokayev.