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Gli incendi stanno devastando le foreste della Siberia: “È una catastrofe ambientale”

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale e ha mobilitato l'esercito. Bruciati almeno 3,2 milioni di ettari foreste

Di Marta Facchini
Pubblicato il 2 Ago. 2019 alle 08:28 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:46
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Incendi in Siberia: bruciati 3,2 milioni di ettari di foreste

Abeti rossi, pini e larici. Brucia la Siberia, uno dei polmoni della Terra. Sono almeno 3,2 milioni gli ettari di foresta andati distrutti in Russia a causa degli incendi che stanno colpendo il Circolo polare artico dal mese di luglio. Alimentate dalla siccità e dalle temperature che in alcune zone hanno segnato dieci gradi in più della media, le fiamme spaventano il mondo e allarmano gli esperti. Che parlano di una “catastrofe ambientale globale” senza precedenti in una delle zone più delicate del pianeta. Nel 2019, secondo i dati forniti da Greenpeace Russia, si sono persi 12 milioni di ettari di verde, quanto l’Italia settentrionale.

Il presidente Vladimir Putin, dopo avere lasciato che fossero le autorità locali a gestire la crisi, ha dichiarato lo stato di emergenza e mobilitato l’esercito. A supporto dei vigili del fuoco, ne sono stati mobilitati quasi 2.700, il ministro della Difesa ha inviato aeromobili ed elicotteri, che stanno intervenendo nel territorio di Irkutsk, a Verkhojansk e nella regione di Krasnojarsk.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “ha offerto aiuto alla Russia nel contrastare gli incendi nelle foreste della Siberia”. Mosca ha declinato, ma una nota del Cremlino ha sottolineato che il presidente russo ritiene “questo passo” da parte del Tycoon un segno del fatto che è “possibile ripristinare totalmente le relazioni” tra Russia e Usa “in futuro”.

Finora le aree colpite dagli incendi sono scarsamente popolate ma i fumi stanno raggiungendo anche i principali centri abitati della Siberia, aumentando i rischi per la popolazione dovuti all’inquinamento. Spinti dai venti anche a molti chilometri di distanza, secondo i dati rilevati dal satellite Suomi NPP della NASA, i fumi sono arrivati fino alle regioni sud-occidentali degli Stati Uniti, in particolare a Salt Lake City, nello Utah.

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Credit: Afp

Un altro rischio, sottolinea Afp, è che la fuliggine si depositi sul ghiaccio artico, contribuendo al suo scioglimento e al rilascio di maggiori quantità di gas serra, che alimenta a sua volta il riscaldamento globale.