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La Germania non collaborerà con Assad nella lotta contro l’Isis

A dichiararlo è stato il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen all’emittente televisiva tedesca Ard

Di TPI
Pubblicato il 1 Dic. 2015 alle 10:10 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:18
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Il ministro della Difesa tedesco ha escluso la possibilità che le forze armate della Germania possano collaborare con le truppe del presidente siriano Bashar al-Assad presenti sul territorio nella lotta contro l’Isis in Siria.

“Non ci sarà alcuna cooperazione con Assad e con le truppe sotto il suo comando”, ha dichiarato Ursula von der Leyen all’emittente televisiva tedesca Ard. Il ministro della Difesa ha anche aggiunto che ciò non esclude necessariamente la possibilità di includere alcune delle persone vicine ad Assad per una soluzione politica di lungo termine per il Paese.

“Dobbiamo evitare il collasso dello Stato siriano”, ha dichiarato von der Leyen, portando come esempio il caso dell’Iraq, dove non è stato permesso ai gruppi fedeli a Saddam Hussein di far parte del sistema politico creato successivamente alla sua sconfitta. Secondo il ministro della Difesa tedesco, un errore del genere non dev’essere ripetuto: ma ha anche sottolineato che “non c’è alcun futuro con Assad al potere”.

L’impegno preso da parte della Germania di partecipare alla campagna militare in Siria in solidarietà con la Francia in seguito agli attacchi di Parigi del 13 novembre è qualcosa di nuovo per il governo tedesco. Il Paese, infatti, è sempre stato restio, dopo la seconda guerra mondiale, a partecipare a missioni militari in altri Paesi ed è sempre stato contrario a un coinvolgimento diretto in Siria.

Il Bundestag, il parlamento federale tedesco, voterà mercoledì 2 dicembre in merito al dispiegamento in Siria di alcuni aerei di ricognizione Tornado, un aereo da rifornimento carburante, una fregata a protezione di una portaerei francese e fino a 1200 persone tra soldati e personale dell’esercito. Anche il parlamento britannico voterà nella giornata di mercoledì per decidere se partecipare o meno ai raid aerei in Siria.