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I bambini monaci dell’India

Un fotografo indiano documenta il dramma di alcuni bambini dell'India costretti a lasciare i propri famigliari per trasferirsi nei monasteri del Paese

Di Luca Gorini
Pubblicato il 2 Set. 2015 alle 14:37 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:23
Immagine di copertina

Il padre di Lobsang Thekchok non era in grado di assicurargli neanche un pasto giornaliero con il suo stipendio, ed è così stato costretto ad abbandonarlo nel monastero di Von Ngari, situato nel distretto di Manali, nel nord dell’India.

Lobsang era il figlio maggiore e ha accettato di sacrificarsi per aiutare suo padre, che doveva sfamare una famiglia di cinque persone. Oggi, sono passati oltre cinque anni che il giovane monaco non vede i suoi genitori.

Il monastero Von Ngari è uno dei più piccoli dell’India. In genere, un monastero può offrire riparo ad almeno 50 bambini, i quali spesso hanno alle spalle una storia molto simile a quella del quindicenne Lobsang. Von Ngari ne ospita soltanto dodici, tutti di età compresa tra gli 8 e i 19 anni di età.

Il fotografo Kashish Papiani con il suo progetto Sons in exile – “Figli in esilio” – vuole raccontare il dramma di questi bambini, costretti a lasciare i propri famigliari e a trasferirsi nei monasteri del Paese. Secondo quanto riporta l’autore, questa sarebbe la quarta generazione di bambini che lascia la propria casa per andare a vivere in un monastero.

“È giunto il momento che questi piccoli esiliati tornino alla loro vera casa,” ha detto.