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In Congo si sta diffondendo un’epidemia di morbillo. MSF: “Serve una mobilitazione di massa”

Di Marta Facchini
Pubblicato il 17 Giu. 2019 alle 12:29 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:36
Immagine di copertina
Credit: MSF

Congo epidemia morbillo Msf – Nella Repubblica Democratica del Congo, nei primi cinque mesi del 2019  una grave epidemia di morbillo ha causato 1500 morti. Dopo l’allarme lanciato dal Ministero della salute congolese, il 10 giugno Medici Senza Frontiere ha fatto appello a una mobilitazione nazionale per vaccinare più bambini e trattare i pazienti affetti dalla malattia.

L’epidemia che sta colpendo il paese rischia di essere la più letale da quando la malattia è ricomparsa tra il 2011 e il 2012. Nel 2019 i decessi causati dal morbillo hanno rappresentato circa il  il 75 per cento del numero totale delle morti registrate nel corso del 2012, durante l’epidemia più letale dell’ultimo decennio.

“Le équipe di MSF, in collaborazione con quelle del Ministero della salute, stanno facendo tutto il possibile per ridurre la catena di trasmissione della malattia, vaccinando non appena vengono segnalati casi di morbillo e fornendo assistenza ai pazienti. Tuttavia, in aggiunta agli sforzi già compiuti negli ultimi mesi, servono più risorse e organizzazioni. Garantire la fornitura di vaccini e medicinali è essenziale, prima è meglio è”, ha dichiarato Rachel Séguin, coordinatrice medica di MSF in RDC.

“Il morbillo ha causato così tanti danni nel mio villaggio, ci sono stati morti in quasi tutte le case, alcune famiglie hanno perso due, tre o addirittura quattro bambini”, ha raccontato Albertine, residente nella zona di salute di Kamwesha (provincia di Kasai) dove MSF ha lanciato una risposta di emergenza lo scorso maggio.

Dall’inizio dell’anno, MSF è impegnata nella lotta all’epidemia di morbillo, insieme Ministero della salute, in dieci province del paese: Haut-Lomami, Haut-Uele, Ituri, Lualaba, Kasai, Kasai Central, Nord Kivu, Sud Kivu, Tanganyika e Tshopo. Data la portata dell’epidemia, l’organizzazione umanitaria sta rafforzando il suo sistema di sorveglianza e dispiegando équipe in nuove zone per combattere la diffusione di della malattia, che è altamente infettiva.

Il morbillo colpisce principalmente i bambini e la sua recidiva nel paese è spiegabile attraverso una combinazione di cause, come la bassa copertura immunitaria e la fornitura irregolare di vaccini, i conflitti armati che paralizzano il sistema sanitario di alcune aree e che impediscono l’accesso dei pazienti alle strutture sanitarie.

“I fattori che portano alla ricomparsa del morbillo sono numerosi, ma data la ricorrenza della malattia, è vitale che nel paese venga mantenuto un sistema stabile di approvvigionamento di vaccini. Diversi programmi sono stati pianificati per aumentare la copertura vaccinale più avanti nel corso dell’anno”, ha affermato il dott. Ousmane Moussa, capomissione di MSF in RDC.

“Nell’immediato futuro è urgente contenere l’impatto dell’epidemia per salvare il massimo delle vite assicurando l’immunizzazione dei bambini e la fornitura di cure gratuite ai pazienti colpiti. Strategie mirate e flessibili devono essere adattate in base all’evoluzione dell’epidemia in ogni zona di salute”, ha concluso Moussa.

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa per la quale non esiste alcun trattamento. L’unico modo per combatterla è la vaccinazione. Nel corso del 2019 le équipe di MSF in RDC hanno vaccinato 361.079 bambini e fornito assistenza medica a 14.785 pazienti.