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Chi sono le vittime dell’attentato al nightclub di Istanbul

Sono 39 le vittime dell'attacco sferrato a capodanno in una discoteca turca. Qui abbiamo raccolto alcune delle storie delle vittime della strage

Di TPI
Pubblicato il 2 Gen. 2017 alle 14:30 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:33
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Immagine di copertina

Erano arrivati a Istanbul da diversi paesi. Dal Libano, da Israele, dall’Iraq, dalla Tunisia, dall’India, dalla Giordania, dal Marocco, ma anche dal Belgio, dal Canada e dalla Russia, per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno in compagnia di amici e conoscenti, tra musica e divertimento, al Reina, uno dei nightclub più conosciuti della città turca.

Situato nel quartiere di Ortakoy, uno dei più esclusivi nel versante europeo della città, la discoteca offre ai suoi ospiti la possibilità di ammirare dalle sue immense vetrate il panorama mozzafiato sul Bosforo e la meravigliosa moschea di Ortakoy in stile barocco. Lì, su quell’ampia pista da ballo all’una e un quarto (ora locale) sono state uccise 39 persone, tra cui 27 stranieri, e sono state ferite altre 70, in un attacco terroristico rivendicato 48 ore dopo dall’Isis. 

Una serata di festeggiamenti che si è trasformata in una notte di sangue, morte e terrore. 

Qui abbiamo raccolto le storie di molte delle vittime identificate. 

Fatih Çamak accenna un sorriso accanto al campione di calcio Zinedine Zidane. Una foto scattata durante i suoi turni di lavoro come poliziotto in diversi eventi pubblici. Il 35enne era una guardia di sicurezza e aveva già provato sulla sua pelle cosa volesse dire vivere la paura di un attacco terroristico. Il 10 dicembre 2016, Fatih era allo stadio Vodafone Arena di Istanbul e stava svolgendo il suo lavoro durante la partita tra la squadra di calcio della città, il Besiktas, e quella avversaria, il Bursapor della città di Bursa, quando un duplice attacco ha ucciso 45 persone e ne ha ferite oltre un centinaio. 

Fatih era riuscito miracolosamente a salvarsi. Ma non stavolta. L’agente è stato fra i primi a cadere sotto i colpi di kalashnikov sparati fuori dalla discoteca. 

Tra gli agenti di sicurezza uccisi all’ingresso del Reina nightclub figurano anche i nomi di Hatice Karcilar, 27 anni, e quello di Burak Yldiz, di 21 anni. 

Hatice Karcilar lavorava come agente di sicurezza per una società privata e aveva una bambina di tre anni, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa turca Anadolu. La donna era stata chiamata in servizio la notte del 31 dicembre per garantire la sicurezza fuori dal locale. 

Burak Yldiz aveva 21 anni e anche lui è stato ucciso a sangue freddo fuori dalla discoteca. Da un anno aveva intrapreso il lavoro di agente di sicurezza. Il giovane è stato uno dei primi a morire, ferito a morte sulla strada. 

Libano 

Elias Wardini era un giornalista ed è stata una delle prime vittime a essere identificate. Una foto pubblicata sul suo profilo Instagram lo ritrae con una ragazza, Rita Chami, anche lei morta nell’attentato.

– Tra le vittime di nazionalità libanese figurano anche Aykal Mousallem e Kenan Kutluk . Il primo era in compagnia di sua moglie (sposata cinque mesi prima) uscita illesa, mentre il secondo era un cameriere che aveva scelto di trascorrere l’ultimo dell’anno nella città turca. Lascia una moglie e due figli piccoli. 

Il ministero degli Esteri libanese ha dichiarato che altri quattro cittadini libanesi erano rimasti feriti nella strage. 

Uno dei sopravvissuti, Francois al-Asmar, ha raccontato alla televisione libanese di essersi salvato per miracolo. “Mi sono salvato grazie al mio passaporto che era infilato nella tasca destra della giacca”. 

Tunisia

Il ministero degli Esteri tunisino ha scritto sulla sua pagina Facebook che un cittadino tunisino e uno franco-tunisino erano stati uccisi nell’attacco. L’ambasciatore tunisino in Francia ha confermato che le vittime erano una coppia, Mohamed Azzabi e Senda Nakaa, che lasciano una figlia di cinque mesi. 

Israele

– Tra le vittime israeliane figura la giovane di origini palestinesi, Lian Nasser, proveniente dalla città arabo-israeliana di Tira, nel distretto centrale di Israele. I familiari della diciottenne uccisa hanno raccontato all’agenzia di stampa locale, Ma’an News Agency, che la ragazza era partita alla volta di Istanbul per una vacanza di una settimana in compagnia di altre tre amiche. 

Lian è stata data immediatamente per dispersa e la sua identità è stata confermata nella tarda mattinata di domenica 1 gennaio. Il padre della giovane ha raccontato al sito di notizie online Walla di aver esortato la figlia a non recarsi in Turchia, cercando di proteggerla da eventuali pericoli soprattutto in un paese frequentemente sconvolto da attacchi di natura terroristica. 

“Lei aveva insistito per andare lì, insieme alle sue amiche”, ha raccontato l’uomo. Prima di perdere i contatti con Lian, il padre ha detto di aver ricevuto qualche messaggio dalla ragazza chevoleva tranquillizzare la famiglia e dirle quanto freddo facesse a Istanbul. 

Dopo quel messaggio è sopraggiunto il silenzio. Ore dopo l’attacco, il ministero degli Esteri israeliano aveva confermato che una donna israeliana era fra i dispersi, ma non aveva fornito alcun nome. 

– Un’altra giovane israeliana è stata ferita a una gamba. Si tratta di Ro’a Mansour di 18 anni. Il padre della ragazza ferita, Sufjan Mansour, ha raccontato al quotidiano Haaretz che dopo aver sentito dell’attacco, non è stato in grado di mettersi in contatto con Ro’a per tante ore. Solo alle sei del mattino il suo telefono aveva squillato e la ragazza era riuscita a rispondere, raccontando alla famiglia di essere stata ferita a una gamba e di aver subito un’operazione in uno degli ospedali della città. 

Lian e Ro’a erano in compagnia di altre due ragazze israeliane, Ella Tariq Abd al-Hay e Ayia Ehsan Abd al-Hay. Entrambe sono sopravvissute alla strage. Una di loro ha raccontato a Canale 2 gli istanti immediatamente successivi all’attacco. “Non ho visto quello che è successo, ma ho sentito gli spari. Mi sono nascosta in cucina con altre persone, e siamo rimaste in silenzio per tanto tempo”. 

India 

– Il ministero degli Affari Esteri indiano ha confermato che fra le vittime del Reina risultano anche due cittadini indiani. Si tratta di Abis Rizvi, figlio di un ex deputato, e di una donna identificata come Khushi Shah

Bis Rizvi era un regista e produttore di Bollywood. Dopo la conferma della sua morte, numerosi utenti su Twitter hanno espresso parole e pensieri commossi. 

Alcuni degli attori che hanno recitato nelle sue pellicole hanno espresso il loro omaggio, scrivendo che la morte di Rizvi è una grande perdita per l’industria cinematografica nazionale. 

Khushi Shah proveniva da una cittadina nello stato indiano del Gujarat e il suo sogno era quello di diventare un giorno una grande stilista di moda. A Istanbul Khushi era andata per trascorrere qualche giorno di vacanza.

Studiava moda a Mumbai, ma la giovane stilista era proiettata verso il mercato estero e anche per questa ragione aveva scelto Istanbul al fine di ampliare il suo business. 

La famiglia di Khushi che vive nella città di Vadodara, nella regione di Chikoowadi, è distrutta dal dolore per la perdita della giovane, come ha riportato il quotidiano Financial Express

I genitori della ragazza hanno cercato di ottenere informazioni subito dopo l’attracco, ma hanno ricevuto la notizie della sua morte in seguito al tweet diffuso dal ministro degli Affari Esterni, Sushma Swaraj. 

Secondo fonti interne alla famiglia, suo fratello Akshay è volato in Turchia per riportare la salma di Khushi in patria. 

Giordania

Il ministero degli Esteri di Amman ha confermato che tre cittadini giordani sono stati uccisi nella discoteca turca e quattro risultano i feriti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa ufficiale Petra

– Tra le vittime figura Nawras Assaf, padre di tre figli e proprietario di un lounge & bar nella capitale giordana. Sua moglie è rimasta ferita nell’attacco. 

– L’altro cittadino giordano di cui si conosce l’identità è Mohammad Sarraf, un uomo d’affari. Il terzo non è stato ancora identificato.

Turchia

Tra le vittime di nazionalità turca presenti nel locale al momento della strage figurano Ayhan Arik, Mustafa Kaya, Yunus Gormek e Mustafa Segzim Seymen.

Il primo aveva 47 anni e lavorava come autista di pullman da turismo. È morto mentre attendeva davanti all’ingresso della discoteca alcuni passeggeri. Mustafa era un consulente finanziario, e si trovava all’interno del locale in compagnia di un gruppo di amici. Yunus Gormek, invece, era uno studente di 23 anni della Yldiz Technical University. 

Infine, Mustafa Segzim viveva a Smirne. Al Reina era giunto con la sua fidanzata rimasta ferita nell’attacco. 

Iraq

Secondo le informazioni diffuse dal ministero degli Esteri iracheno, nella strage di Capodanno sono morti tre cittadini iracheni. Ma non ha fornito ulteriori informazioni circa la loro identità. 

Marocco

Il ministero degli Esteri ha confermato che due cittadini marocchini sono stati uccisi, mentre quattro sono stati ricoverati in ospedale. Anche in questo caso non è stata fornita alcuna informazione sulla loro identità.

Belgio

Il ministero degli Esteri belga ha confermato che un giovane di 20 anni con doppia cittadinanza belga-turca è tra le vittime dell’attacco a Istanbul. 

Libia

Nel lungo elenco di vittime figura anche un cittadino libico, mentre altri tre sono rimasti feriti nell’attentato. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri libico. 

Canada

Tra le vittime anche una donna canadese. A confermarlo il primo ministro Justin Trudeau. “È con profonda tristezza che ho appreso dell’attacco terroristico avvenuto in un locale notturno a Istanbul, che ha ucciso e ferito persone innocenti e ha tolto la vita anche a una cittadina canadese”. 

“Siamo afflitti dalla perdita insensata di una cittadina canadese, ma rimaniamo saldi nella nostra determinazione a lavorare con gli alleati e con i partner per combattere il terrorismo”, ha ribadito il primo ministro canadese. 

Arabia Saudita

Il consolato di Riad a Istanbul ha confermato che le vittime saudite sono tre, ma non ha fornito ulteriori informazioni. Il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat ha citato fonti interne al consolato le quali hanno riferito che i cittadini sauditi morti nell’attacco sono cinque, tra cui due donne, e undici le persone rimaste ferite. Lo stesso numero è stato riportato anche dall’emittente Al-Arabiya che ha parlato di cinque morti e di almeno nove feriti. 

Kuwait e Russia hanno fatto sapere di aver perso rispettivamente una persona, ha riferito l’agenzia di stampa turca Anadolu

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