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Turista francese ritrovato senza vita nel Cilento, indagini sulle cause della morte e inchiesta sui soccorsi

Era disperso dal 9 agosto. Aveva avvisato il 118 dicendo che era caduto in un dirupo ed era ferito alle gambe

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 19 Ago. 2019 alle 10:40 Aggiornato il 19 Ago. 2019 alle 15:24
Immagine di copertina
Simon Gautier

Turista francese cause morte

Il giorno dopo il ritrovamento del corpo senza vita del giovane turista francese disperso nel Cilento, è il momento delle domande: quali sono le cause della morte di Simon Gautier?  E anche il tempo delle critiche, da parte di familiari e amici arrivati direttamente dalla Francia, per la macchina messa in moto in Italia per le ricerche e i soccorsi: “Sono stati compiuti errori sin dall’inizio”.

La salma del turista francese morto è giunta in mattinata nel porto di Policastro, frazione del comune di Santa Marina (Salerno). È stata portata a bordo di un gommone della Capitaneria di porto di Palinuro partito dalla spiaggia dove è stato portato il corpo recuperato stamane nel dirupo. Dal porto, poi, la salma è stata trasferita con un carro funebre per essere messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le operazioni di recupero della salma, in località Ciolandrea nel territorio comunale di San Giovanni a Piro, erano iniziate all’alba e sono durate diverse ore. L’escursionista di 27 anni, disperso dal 9 agosto, è stato ritrovato morto ieri sera in una zona di Belvedere di Ciolandrea, nel comune di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno.  L’interrogativo più grande adesso è: quali sono le cause della morte di Simon Gautier.

Turista francese morto in Cilento, ipotesi cause morte

Secondo la prima ispezione cadaverica, Simone, il turista francese morto nel Cilento, sarebbe deceduto subito dopo essere precipitato e aver chiesto aiuto. È riuscito a dare l’allarme ai carabinieri ma, secondo una prima ricostruzione anche in seguito all’esame esterno della salma, il ventisettenne in poco tempo, 40/ 45 minuti circa, sarebbe morto. A causare il decesso – ma sarà l’esame autoptico a stabilirlo con precisione – è stata la frattura di una gamba che avrebbe rescisso l’arteria; da qui l’emorragia. Il corpo, confermano gli inquirenti, era in avanzatissimo stato di decomposizione.

Turista francese disperso nel Cilento e ritrovato morto

A dare l’allarme era stato proprio il giovane, che vive a Roma con una coinquilina danese, chiamando il 118, verso le nove del mattino di venerdì 9 agosto. Simon, il turista francese morto nel Cilento, aveva chiesto aiuto dicendo di essere ferito alle gambe per essere caduto in un dirupo. “Mi potete aiutare. Sono caduto, ho due gambe rotte”, avrebbe detto all’operatore, specificando di non sapere dove si trovava e chiedendo di essere localizzato. “Non vi possiamo localizzare, siete in casa, per strada, da solo?”, gli ha domandato allora l’operatore del 118. “In realtà sono in campeggio, o meglio sto camminando da solo”.

Da quanto ricostruito, il 27enne, giovedì 8 agosto, dopo essere giunto in treno alla stazione ferroviaria di Policastro, avrebbe dormito in tenda sulla spiaggia di Scario. Avrebbe, poi, spento il proprio cellulare durante la notte per riaccenderlo intorno alle 6 e mezzo del mattino, quando, presumibilmente, ha iniziato il suo percorso escursionistico, diretto da Policastro a Napoli. In prossimità della spiaggia della Molara di Scario gli investigatori hanno trovato delle tracce di sangue, che potrebbero illuminare gli inquirenti sulle cause della morte del giovane escursionista francese.

“Sto camminando solo”, aveva detto al 118 Simon Gautier che viveva a Roma e frequentava un dottorato in Storia dell’arte, dopo essersi laureato alla Sorbona. Era un appassionato di escursionismo e non era la prima volta che si cimentava in imprese del genere.

Le critiche alle ricerche

Dal giorno in cui, avvisati di quello che stava succedendo a Simon, sono arrivati in Italia, i familiari e gli amici del turista francese morto nel Cilento, hanno contestato e criticato l’organizzazione messa in campo per le ricerche. “Hanno fatto errori fin dall’inizio, da quando è partita la macchina dei soccorsi”, dicono all’unisono alcuni di loro, parlando con l’Ansa. “Si poteva e si doveva fare di più e, soprattutto, quello che è stato fatto negli ultimi giorni bisognava farlo fin dal 9 agosto”.

Gli inquirenti ribadiscono, però, che non c’è stato ritardo nei soccorsi: sin da subito, spiegano i carabinieri, l’area dove è stato poi ritrovato Simon era stata individuata; complicato il ritrovamento per il dirupo e la zona impervia. Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno) per accertare eventuali responsabilità su presunti ritardi nell’avvio dei soccorsi.

C’è sfiducia dei familiari anche sulle indagini, che dovrebbero portare a capire le cause della morte. “Non siamo convinti che il prosieguo delle indagini per appurare i dettagli dell’incidente vengano effettuate nel migliore dei modi. In Francia sicuramente si sarebbe operato meglio. Vorremmo portarci via subito la salma del nostro Simon”, affermano con le lacrime negli occhi.

I genitori del giovane hanno appreso la notizia nell’albergo di Policastro in cui alloggiano. Con il padre, la madre ed il compagno di quest’ultima, c’è anche Juliette, la sorella di Simon. Ad informarli sono stati gli amici francesi del ragazzo, che lo hanno saputo da un giornalista. Un equipe di psicologi francesi, messi a disposizione dall’ambasciata, hanno raggiunto l’albergo.

Nella mattinata di ieri, 18 agosto, a Salerno, il prefetto Francesco Rosso aveva incontrato l’ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset, per fare un punto della situazione. Ha sottolineato il massiccio spiegamento di forze in campo con il coinvolgimento di unità di personale specializzato dei Vigili del fuoco e del Soccorso Alpino. Le ricerche – i cui presunti ritardi sono stati smentiti dalla prefettura – si sono svolte su un territorio vasto e con molte asperità, con dirupi e inghiottitoi. Sono stati utilizzati anche i cani molecolari, addestrati per muoversi in territori montani, elicotteri e droni. Tanti i volontari della Protezione civile che hanno battuto la zona, insieme a una ventina di amici di Simon, giunti dalla Francia. fino al tragico epilogo.