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Salvini in un selfie col figlio di un boss di camorra. M5s: “Chiarisca al più presto”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 11 Set. 2019 alle 20:56 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:12
Immagine di copertina

Salvini in un selfie col figlio di un boss di camorra. M5s: “Chiarisca al più presto”

Matteo Salvini è comparso in un selfie con Antonio Matrone, detto Michele, figlio di Franchino “a belva”, boss di camorra. Franchino Matrone è stato condannato all’ergastolo nel 2009, e poi è rimasto latitante fino al 2012. Si tratta di uno dei killer più pericolosi d’Italia, attivo nel salernitano.

Il selfie incriminato è stato pubblicato su Facebook con la didascalia “Un caffè insieme al mio caro amico Matteo”, ed è stato scattato a Vignola, dopo un comizio di Salvini, tenutosi domenica 8 settembre.

I membri campani della Commissione parlamentare Antimafia Andrea Caso e Francesco Urraro, del Movimento Cinque Stelle hanno chiesto a Salvini di chiarire immediatamente la sua posizione. La richiesta è stata avallata anche dal presidente dell’Antimafia, Nicola Morra.

A pubblicare la notizia della fotografia è stato il quotidiano Metropolis.

Lo stesso Antonio Matrone, è stato condannato in primo grado per estorsione, intestazione fittizia, usura e riciclaggio.

“Il ministro del ‘più selfie per tutti’ ci ha abituati in 14 mesi ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma, se la politica balneare al Papeete poteva farci pure sorridere, qui invece c’è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell’Interno fino al giuramento del nuovo esecutivo. Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione, meglio ancora se lo facesse in Commissione Antimafia”, hanno detto i due parlamentari M5s.

“Il segretario della Lega ci dica se la foto è stata scattata quando era ministro, se è davvero amico di Michele Matrone ed i suoi rapporti con lo stesso. Poco conta dove è stata fatta, scandalizzano certi comportamenti da parte di chi aveva il compito di contrastare la criminalità organizzata. Certe foto non sono solo passaggi per i social network, come un cittadino onesto potrebbe pensare. No, al Sud certe foto sono molto di più, sono lette talvolta dalle sigle mafiose locali come l’apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali”, proseguono Caso e Urraro.

“C’è il rischio che questo selfie possa essere interpretato come un pericoloso messaggio e noi non possiamo assolutamente consentire che la questione passi in secondo piano. Salvini chiarisca subito”, concludono i parlamentari.

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