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Migranti, Salvini voleva seicentomila rimpatri: cosa dicono i numeri

Di Marco Nepi
Pubblicato il 5 Giu. 2019 alle 16:32 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:36
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Rimpatri migranti maggio 2019 – Durante la campagna elettorale Matteo Salvini l’aveva promesso: salito al Governo, avrebbe provveduto al rimpatrio di seicentomila migranti irregolari. Non solo. Il leader del Carroccio aveva dichiarato a gennaio dello scroso anno: “Non vedo l’ora di vincere le elezioni per riempire gli aerei e riportare gli immigrati a casa loro. Ce ne sono troppi”.

La gestione dei flussi migratori è stato un punto centrale sia prima sia dopo la firma del contratto di governo tra la Lega e il Movimento 5 Stelle. La cifra cantata dal vicepremier è lontana dall’essere stata raggiunta: secondo i dati  forniti dal Viminale,  dall’inizio dell’anno alla fine di maggio i rimpatri sono stati 2.530, tra cui 2.408 forzati e 122 volontari. (Qui abbiamo spiegato come il Decreto sicurezza vuole affrontare i flussi migratori)

Nel 2017 i rimpatri erano stati 7383 ed erano stati 7981 nel 2018. Stando ai numeri del Viminale, quindi, i rimpatri nel governo giallo-verde sono stati minori rispetto a quelli eseguiti dall’ex ministro Minniti.

Dall’inizio dell’anno a oggi sulle coste italiane sono sbarcati 1.764 migranti, l’87,2 per cento in meno, secondo i dati del Viminale, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando gli sbarcati erano stati 13.775.

“Accordi di rimpatrio? Ce ne sono tre in dirittura d’arrivo” aveva dichiarato lo scorso maggio su Raitre il vicepremier. “Se poi sui rimpatri l’Europa ci aiuta, è solidale nel controllo dei confini e nelle espulsioni, è meglio per tutti”.

Rispondeva anche Di Maio: “​Per me c’è una priorità sull’immigrazione oggi, che non è solo il tema degli sbarchi. Ora il tema è che chi è arrivato qui in questi anni deve essere redistribuito negli altri paesi europei. C’è chi non può stare qui e chi non può stare qui lo dobbiamo rimpatriare con accordi di cooperazione allo sviluppo. Sui rimpatri dobbiamo accelerare”.

“Se si deve fare un decreto Sicurezza bis vuol dire che abbiamo dimenticato qualcosa nel primo, cioè i rimpatri aggiunge. Se il ministro Salvini facesse un po’ meno comizi e qualche rimpatrio in più sarebbe meglio.

Sui rimpatri si era espresso anche Papa Francesco che a Vatican News aveva dichiarato: “che per rimpatriare occorre un dialogo con il paese di origine e non semplicemente alzare un muro o chiudere le porte di casa”.