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“Ho visto i miei fratelli sparire nell’acqua”: il racconto della tragedia nel lago d’Iseo

Due ragazzi di 16 e 17 anni sono annegati nelle acque del lago lo scorso 16 agosto

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 18 Ago. 2019 alle 14:54 Aggiornato il 18 Ago. 2019 alle 15:58
Immagine di copertina
Le vittime hanno 16 e 17 anni

Il racconto del fratello dei due ragazzini annegati nel lago di Iseo

Il drammatico incidente sul lago d’Iseo che ha visto come protagonisti due ragazzini, di 16 e 17 anni, pakistani, annegati nel tardo pomeriggio del 16 agosto si fa ancora più doloroso con la testimonianza del fratello maggiore delle due vittime.

La tragedia si è consumata a Tavernola Bergamasca, dove i due ragazzini stavano trascorrendo una giornata al lago insieme al resto della famiglia. Attorno alle 18, come si legge in una ricostruzione de La Stampa, il più giovane dei due, Waqas Muhammad, entra in acqua, come aveva già fatto tante volte.

Forse il 16enne è scivolato, fatto sta che, non toccando, ha chiesto l’aiuto del fratello Hassan, di un anno più grande. Subito il 17enne – che in Italia è arrivato solo lo scorso lunedì, al contrario del fratello, qui da dieci anni – ha raggiunto Waqas.

Nessuno dei due sa nuotare, ma Hassan cerca di salvare il fratello, che, però, lo trascina giù. Pochi metri più in là che Awais, il fratello maggiore dei tre, Awais. Anche lui non sa nuotare, ma come Hassan, si butta nel tentativo di aiutare i fratelli minori.

Oggi, due giorni dopo la tragedia, Awais racconta quei momenti drammatici: “L’ultima immagine che ho di loro è la mano di Hassan che mi scivola tra le dita prima di sparire in acqua. Non sapevano nuotare. Nemmeno io so nuotare. Ma eravamo vicini a riva come sempre. Non era mai capitato niente”.

“Non riesco a immaginare cosa sia successo. Gridavo aiuto, ma dalla spiaggia non si sono buttati subito, forse pensavano che scherzassi. C’è voluto qualche secondo. Ho gli occhi che mi fanno male da quanto ho pianto questa notte. L’immagine della mano di Hassan che mi scappa tra le dita non la potrò mai dimenticare. È l’ultimo ricordo che mi rimane di lui”, ha detto ancora Awais.

La famiglia dei tre fratelli è stata distrutta dalla terribile tragedia di venerdì scorso. La madre delle due vittime non smette di piangere. La famiglia si era trasferita dal Pakistan dieci anni fa: Waqas e Awais avevano seguito i genitori, Hassan era rimasto nel Punjab insieme a uno zio. Fino a lunedì scorso, quando aveva deciso di raggiungere il resto della famiglia.

“Quest’anno non avevamo intenzione di tornare in Pakistan. Adesso lo faremo per il funerale dei miei fratelli. Poi non so se vorrò rimanere qui. È troppo brutto quello che è successo. Forse andrò a studiare in Germania ma solo se verrà la mia famiglia. Non posso lasciarli soli proprio adesso”, ha raccontato ancora Awais, distrutto dal dolore.

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