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Open Arms, la Procura di Agrigento ha aperto un’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Di Donato De Sena
Pubblicato il 11 Ago. 2019 alle 21:19 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:23
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Open Arms, aperta indagine

La Procura di Agrigento ha aperto un’indagine, a carico di ignoti, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dopo che nei giorni scorsi tre migranti sono sbarcati dalla nave Open Arms. I tre migranti, insieme ai nove presi a bordo dalla Guardia Costiera oggi, domenica 11 agosto 2019, saranno sentiti dalla Squadra mobile di Agrigento per cercare di identificare i possibili scafisti, come accade per ogni sbarco.

Open Arms, oggi in 9 hanno lasciato la nave

Oggi c’è stata un’evacuazione medica dalla Open Arms che si trova in acque internazionali, a circa 30 miglia da Lampedusa, in provincia di Agrigento. Tre migranti, più sei accompagnatori, hanno lasciato l’imbarcazione della Ong spagnola.

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Dei nove migranti solo per uno è stato previsto lo sbarco a Lampedusa. Al termine di una trattativa tra Italia e Malta si è infatti stabilito che due dei tre malati, con gli accompagnatori per un totale di 8 persone, verranno trasferiti in elicottero a La Valletta mentre il terzo malato, un sospetto caso di Tbc, sarà portato a Lampedusa con una motovedetta della Guardia Costiera italiana.

La Open Arms si trova in mare da dieci giorni con più di 100 migranti a bordo. da ormai 8 giorni si trova in mare con 121 persone a bordo. Tra i migranti ci sono anche donne, tutte in una parte del ponte di poppa dedicato a loro. Alcune di loro riportano ferite da ustioni, alcune evitano quasi ogni contatto con le altre persone. È una situazione drammatica.

Della nave e dei migranti a bordo si è molto parlato negli ultimi giorni anche per il lavoro a bordo della star di Hollywood Richard Gere, attivista per i diritti umani. “Chi ha storie così grandi per il dolore passato fa difficoltà ad aprirsi”, ha raccontato l’attore a TPI. “Il solo ricordare riapre le ferite e io oggi le ho viste e sentite. Eppure oggi guardandoli negli occhi, toccandoli, facendogli capire che eravamo là per portare la nostra solidarietà, si sono aperti”.

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