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Open Arms, la Spagna offre il porto di Algeciras ma l’Ong rifiuta: “Viaggio troppo lungo”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 18 Ago. 2019 alle 10:29 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:21
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Open Arms, situazione sanitaria a bordo insostenibile, una soluzione nelle prossime ore

La Open Arms ha respinto l’offerta del premier spagnolo a interim, Pedro Sanchez, di recarsi al porto di Algeciras, in Andalusia, per far sbarcare i 107 migranti a bordo. Un portavoce dell’Ong, scrive El Pais, ha affermato che “la situazione è critica” e che “dopo 17 giorni in mare, i migranti devono sbarcare e non si possono mettere a rischio con un viaggio così lungo”.

La Procura di Agrigento, che ieri ha disposto una ispezione sanitaria sulla Open Arms e l’acquisizione di documenti al ministero dell’Interno, ha affermato: “L’offerta di un porto sicuro da parte delle autorità spagnole pone una battuta di arresto all’attività d’indagine in corso”. In sostanza, per ora la Procura non sembra intenzionata ad adottare alcun provvedimento, in attesa di sviluppi della situazione dopo l’offerta della Spagna e della decisione del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Salvini prevista per domani.

Alla notizia dell’esecutivo di Madrid di offre un porto per lo sbarco, Matteo Salvini ha commentato la notizia con un “chi la dura la vince” in diretta Facebook. Il ministro dell’Interno nella sua diretta si è scagliato contro i “finti malati, i finti minorenni e la finta emergenza sanitaria a bordo”. Salvini si è scagliato anche contro il presidente del Consiglio e i ministri Trenta e Toninelli.

“Mi sto preparando al discorso che farò in Senato martedì”, ha annunciato Salvini, riferendosi alla discussione dopo le comunicazioni del premier Conte sulla crisi di governo.

Intanti, alcuni migranti si sarebbero buttati in mare per raggiungere Lampedusa a nuoto. Dietro di loro alcuni membri dell’equipaggio, tentano di raggiungerli per fermarli.

Il procuratore aggiunto Salvatore Vella valuterà la relazione degli agenti della squadra mobile e dei medici e prendere le sue decisioni.

A bordo sono 107 i migranti rimasti, dopo lo sbarco dei 27 minori, chiesto dal premier Conte a un Salvini riluttante, che alla fine ha acconsentito.

L’ispezione conferma la situazione di emergenza, sia sanitaria che di ordine pubblico, che già avevano evidenziato i membri della Ong.

Intanto domani potrebbero già arrivare le prime iscrizioni al registro degli indagati per sequestro di persona dei migranti a bordo. La sentenza del Tar del Lazio aveva sospeso 5 giorni fa il divieto di ingresso in acque territoriali, ma i migranti a bordo non sono ancora sbarcati, nonostante ciò.

Salvini sta prendendo tempo, confidando in un pronunciamento urgente del Consiglio di Stato, contro cui aveva fatto ricorso in merito alla sentenza del Tar.

In mare si trovano intanto altri 356 migranti, di cui 103 minori non accompagnati, a bordo di Ocean Viking, in attesa di un porto.