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Omicidio Piacenza, confessa l’assassino di Elisa: “L’ho uccisa io, era la mia ossessione”

Il corpo di Elisa Pomarelli è stato ritrovato dai Carabinieri e Massimo Sebastiani è stato arrestato

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Set. 2019 alle 10:25 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:38
Immagine di copertina
Massimo Sebastiani e Elisa Pomarelli Credit: Facebook

Omicidio Piacenza: la ricostruzione

Massimo Sebastiani, 45 anni, ha confessato l’omicidio di Elisa Pomarelli, 28 anni, il cui corpo senza vita è stato trovato dai carabinieri sabato 7 settembre sepolto in una buca in una zona impervia in località Costa di Sariano di Gropparello, nel Piacentino. Della coppia si erano perse completamente le tracce il 25 agosto scorso.

La confessione dell’assassino

Dopo essersi nascosto per ben 13 giorni, Sebastiani è stato rintracciato dalle forze dell’ordine in un casolare sulle colline piacentine. Nella stanza di comando provinciale dei carabinieri l’operaio è crollato e ha confessato in lacrime: “L’ho uccisa, ho fatto una stupidaggine”.

“Elisa era la mia ossessione”, ha ammesso Sebastiani dopo il lungo interrogatorio del comandante Michele Piras e della pm Ornella Chicca.

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Arrestato anche l’ex suocero di Sebastiani

Nella notte tra il 7 e l’8 settembre è stato arrestato anche un complice: Silvio Perazzi, padre dell’ex compagna di Massimo Sebastiani.

La posizione dell’ex suocero era già al vaglio degli inquirenti per aver aiutato Sebastiani ad eludere le ricerche, consentendogli di nascondersi.

Chi è Sebastiani

Massimo Sebastiani, operaio di 45 anni, era stato visto più volte insieme alla vittima.

Il loro era un rapporto d’amicizia. La donna, che lavorava come consulente finanziaria, ci teneva sempre a sottolineare che tra loro due non ci fosse altro, nonostante uscissero spesso insieme.

Quella domenica 25 agosto Massimo portò Elisa a pranzo in un ristorante nei pressi della stessa Gropparello. I due, dopo essere usciti insieme dal locale, salirono in macchina ed è qui che potrebbe essere successo qualcosa, forse una lite, che ha poi portato al tragico epilogo.

Il corpo della ragazza

La lunga ricerca dei carabinieri nella tarda mattinata di sabato 7 settembre ha dato il risultato decisivo con l’individuazione dell’ultimo covo, in un casolare abbandonato di Veleia, ai piedi del monte Moria nel comune di Lugagnano val d’Arda.

Il corpo di Elisa era rimasto per quattordici giorni sepolto da pochi centimetri di terra in un bosco arrampicato sulle colline della val d’Arda. Negli stessi luoghi dove la 28enne era stata vista per l’ultima volta.

Omicidio di Piacenza, i video

Nei giorni scorsi, sul sito del quotidiano La Libertà sono stati pubblicati due video che hanno come protagonista Sebastiani e che dimostrano la sua irascibilità.

Nelle immagini l’uomo si avvicina a un armadio e con rabbia lo solleva e lo distrugge. “A cosa è servito?”, continua a ripetere in modo quasi ossessivo mentre spacca il mobile con una forza inaudita ripetendo “andavano bene anche queste piccole cose! Dimmi a cosa è servito tutto questo!”.

Si tratta di quella stessa ossessione che gli amici di Sebastiani dicono provasse per Elisa, che invece lo vedeva solo come un amico.

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