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La Spezia: presentano libro di Altaforte (vicina a CasaPound), le campane della Chiesa suonano “a morto”

La protesta a La Spezia per la presentazione del libro del candidato di CasaPound Marco Mori, edito da Altaforte

Di Marco Nepi
Pubblicato il 18 Mag. 2019 alle 21:20 Aggiornato il 18 Mag. 2019 alle 23:14
Immagine di copertina

La Spezia libro altaforte – Siamo a La Spezia. È in corso la presentazione di un libro. L’editore? Il più chiacchierato di questi ultimi giorni, vale a dire Altaforte, la casa editrice che è stata esclusa dal Salone del Libro di Torino 2019, in seguito alle polemiche scoppiate sulla sua vicinanza a CasaPound. La manifestazione pubblica si sta svolgendo in una sala intitolata a un antifascista, Sergio Fregoso.

Tanto è bastato a convincere il parroco spezzino don Francesco Vannini, il quale in segno di protesta ha deciso di suonare “a morto” le campane della Chiesa di Nostra Signora della Salute a La Spezia. Si è trattato di  “un gesto di protesta, oggi è morto lo spirito che ha pervaso la città per moltissimi anni”, ha detto Vannini.

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Le parole del parroco di La Spezia che ha suonato le campane della Chiesa “a morto”

“In questa chiesa c’è uno spazio che durante la guerra serviva per salvare le persone in difficoltà: soldati inglesi, partigiani e famiglie, ma anche fascisti che rischiavano il linciaggio dopo la Liberazione …  La chiesa è un luogo simbolo anche perché al suo interno vive la memoria di don Antonio Mori, parroco che nel 1944 fu arrestato perché contrario al fascismo … Tra l’altro in quegli spazi è stato custodito un ciclostile che veniva utilizzato “da tutti i partiti dell’arco costituzionale”, ha detto don Francesco Vannini.

La Spezia libro altaforte | Le proteste in seguito alla presentazione del libro di Altaforte

Nel frattempo, in seguito alla vicenda, oltre 500 persone sono scese in piazza a La Spezia per manifestare proprio contro l’autorizzazione che il Comune ha concesso per la presentazione del libro di Altaforte. Fra i cittadini presenti anche i nipoti dell’antifascista Sergio Fregoso, cui è stata dedicata la sala dove si è svolta la presentazione del libro. “Anche nostro nonno Renzo, fratello di Sergio, a 97 anni avrebbe voluto essere qui per dimostrare la sua indignazione”.

Tra le sigle presenti in piazza per protestare contro la presentazione erano presenti: Anpi, Arci, Cgil, Pd e tutte le forze di sinistra e civiche, i comitati studenteschi e molti comuni cittadini. Presenti tra gli altri anche i deputati del Pd Andrea Orlando, vicesegretario nazionale, e Raffaella Paita.

“Vergogna, fuori i fascisti dalla mediateca” (in riferimento alla sala dove si è svolta la presentazione del libro di Marco Mori, candidato alle Europee con CasaPound), ma anche “Fascisti carogne tornate nelle fogne”: sono questi gli slogan urlati contro il primo cittadino di La Spezia, reo – secondo i manifestanti – di aver concesso il permesso, appunto, alla presentazione del libro di Altaforte.

La Spezia libro altaforte | La replica del PD 

Il parlamentare del Partito Democratico Raffaella Paita ha detto: “La grande manifestazione di oggi ha dimostrato che Spezia ha forti anticorpi contro il neofascismo. È davvero un peccato che l’unico a non essersi accorto di quanto questa città sia legata ai valori democratici sia proprio il sindaco Peracchini che dovrebbe vergognarsi per aver consentito la presentazione del libro … Un sindaco così pavido che con la sua scelta ha offeso tutti. Ma Spezia dice no. Orgogliosa di manifestare e appartenere a questa comunità che sa bene da che parte stare quando i valori democratici sono messi in discussione”.

Queste le parole della segretaria provinciale del Pd di La Spezia: “Un sindaco che tradisce gli ideali democratici della sua città come il sindaco della Spezia, può fare solo una cosa: dimettersi. Questo gli ha chiesto oggi la piazza”.

La Spezia libro altaforte | La reazione di CasaPound

Francesco Carlodalatri, referente di CasaPound di La Spezia, ha risposto così alle accuse: “Le campane suonate a lutto dal sacerdote? Una protesta come un’altra, certo un gesto discutibile da parte di un ‘organo’ che dovrebbe essere al di fuori della politica. Noi continuiamo per la nostra strada, non ci infastidiscono le campane né il presidio di protesta”.