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Il cardinale Bassetti contro la legge sull’eutanasia: “Vivere è un dovere”

Il presidente della Cei è intervenuto a un evento pubblico organizzato in vista della sentenza della Corte costituzionale sull'articolo 580, che configura come reato l'aiuto al suicidio

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 11 Set. 2019 alle 19:40
Immagine di copertina
Il cardinale Gualtiero Bassetti insieme a Papa Francesco. Credit: FILIPPO MONTEFORTE / AFP

Il cardinale Bassetti contro la legge sull’eutanasia: “Vivere è un dovere”

“Vivere è un dovere” e “Non esiste un diritto a morire”: a dirlo è il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che, durante un evento pubblico, si è scagliato contro la legge sull’eutanasia.

L’incontro, promosso dalla Conferenza Episcopale di cui Bassetti è presidente, è stato organizzato in vista della sentenza del 24 settembre della Corte costituzionale sull’incostituzionalità dell’articolo 580, quello che configura come reato il suicidio assistito.

Bassetti ha ribadito “il principio inderogabile del rispetto della vita” e sottolineato che: “L’approvazione del suicidio assistito nel nostro Paese aprirebbe un’autentica voragine dal punto di vista legislativo, ponendosi in contrasto con la stessa Costituzione italiana”.

“Va negato che esista un diritto a darsi la morte: vivere è un dovere, anche per chi è malato e sofferente – ha poi dichiarato Bassetti – Mi rendo conto che questo pensiero ad alcuni sembrerà incomprensibile o addirittura violento. Eppure, porta molta consolazione il riconoscere che la vita, più che un nostro possesso, è un dono che abbiamo ricevuto e dobbiamo condividere, senza buttarlo, perché restiamo debitori agli altri dell’amore che dobbiamo loro”.

A margine dell’evento, il cardinale si era fermato a parlare con i giornalisti, inviando un messaggio alle forze politiche. “Il mio messaggio è rivolto al Parlamento che esprime la volontà di tutto il popolo italiano, i principi che ho sostenuto sono il fondamento di ogni convivenza sociale. La vita non ce la siamo data e come non ce la siamo data non ce la possiamo togliere, tutto deve essere prolife, tutto deve essere per la vita, bisogna cambiare mentalità e convertirsi, no scegliere le strade più semplici” aveva affermato Bussetti.

Il presidente della Cei, poi, ha dichiarato di aspettarsi dal nuovo esecutivo “quello che mi ero aspettato dal precedente governo e che non mi è stato dato. Continuerò anche da solo a lottare per queste stesse cose che sono fondamento non dell’etica cristiana ma dell’antropologia umana”.

“La vita è fondamento di ogni antropologia e io continuerò a lottare e impegnarmi per queste cose con chiunque” ha poi concluso il religioso.

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